La riunione dei gruppi parlamentari del Pd termina con la novità delle parole di Dario Franceschini ma il segretario reggente dem, Maurizio Martina ribadisce la linea di un Pd all’opposizione: “Noi discutiamo nella pluralità ed andiamo avanti con l’impostazione che ci siamo dati, impostazione che abbiamo riconfermato in questi giorni ed in queste ore. Chiaro che noi siamo preoccupati del quadro in cui i nostri avversari possano trovare una quadra ed uscire dall’impasse in cui si sono infilati in queste ore. Noi dobbiamo lavorare per rendere sempre più evidente le contraddizioni di quello che stanno facendo i cosiddetti vincitori del 4 marzo”.

Più netto il capogruppo del Pd alla Camera dei Deputati Graziano Delrio, anche se non accetta domande all’uscita dalla riunione dei gruppi parlamentari: “C’è una sostanziale e vera unità sul fatto che non ci sono le condizioni per fare nessuna intesa col M5S o col centrodestra, quindi abbiamo analizzato come rendere più efficace la nostra opposizione e la nostra presenza nel Paese”. “Dobbiamo assumere un’iniziativa politica che ci consenta di prepararci anche al peggio, cioè la possibilità di elezioni a breve termine. Uno scenario che non credo convenga al paese ma che io non escludo – è l’analisi di Andrea Orlando – nel caso si profili dobbiamo poter dire di aver fatto tutto il possibile per evitare una saldatura tra M5S e Lega”. In che modo? “Interloquendo sulla base di una nostra piattaforma. Io non credo che ci siano le condizioni di un’alleanza con il M5S, ma credo ci siano le condizioni per un’interlocuzione” sottolinea Orlando. Franceschini lascia la sede del Pd in auto, Richetti non risponde alle domande dei giornalisti, mentre tra i renziani è Andrea Romano a dire no a possibili dialoghi con i pentatleti: “Tra noi e i 5 Stelle c’è una diversità fondamentale: il M5S non è un movimento democratico, che ha una prospettiva di carattere eversivo sulla democrazia italiana. Nessuno auspica il governo M5S-Lega e noi abbiamo provato a contrastarlo in campagna elettorale, ma ora dobbiamo rispettare il voto degli italiani – afferma Romano, che è già proiettato nel lavoro di opposizione parlamentare al governo M5S-Lega – noi faremo opposizione: rallenteremo ed ostacoleremo il lavoro del governo e proveremo a provocarne la caduta appena questo governo si formerà”.