Per quanto la politica possa interessarmi e, nonostante tutto, affascinarmi, non sono un politologo. Opero nel sociale, quello sì. E la mia attività di cronista è qui che si espleta e trova materiale che, magari, forse, può essere di interesse anche per qualcun altro.

Lula si è beccato 12 anni e un mese per corruzione passiva e riciclaggio di denaro. Naturalmente, come qualsiasi altro essere umano, fa di tutto per non essere ficcato dentro, cosa che dovrebbe avvenire proprio oggi e fa sapere che non si consegnerà alla polizia federale. I suoi avvocati stanno alacremente lavorando per scongiurare questa eventualità. Anche se gli è stato garantito che sarà in una cella consona al suo status di ex-presidente e per la salvaguardia della sua integrità fisica. Ovvero qualche altro detenuto che si trova per le mani uno del genere potrebbe anche pensare di divertirsi in qualche modo.

Sul piano tecnico non avrei certo informazioni da aggiungere su quanto riportato dai giornali brasiliani e che può essere tradotto. Posso però riportare le impressioni della gente comune, ricca o povera, bianca o nera che sia. Ebbene la situazione è molto confusa e per niente divertente.

Dilma Rousseff, la delfina di Lula, non piaceva a molti. Adesso molti di più la rimpiangono. Venne disarcionata con un’operazione tecnica che somigliava terribilmente a un golpe non militare. Molti nelle manifestazioni si presentavano con scritte e cartelli “Fora Dilma”, adesso altri, o forse gli stessi, scrivono “Fora Temer”. Il giudice Moro che molti erano contenti che perseguisse le ruberie di Lula è un personaggio controverso, che molti non escludono che persegua in realtà interessi politici ben più complessi ed elevati.

Lula stesso tutti riconoscono che realizzò cose molto positive per il Brasile e il suo popolo, ma molti lo paragonano a, che so, per esempio un idraulico che vi realizza un impianto straordinariamente efficiente e poi se ne va dopo avervi svaligiato la casa. E devo dire che questo esempio irriverente sembra calzare a pennello. Ma d’altra parte Lula (che in portoghese significa “calamaro”) sembra essere stato preso in mezzo come capro espiatorio di tre generazioni di politici che, se diventassero tutti di colpo onesti, dovrebbero prendere tutti insieme un’ala del terribile carcere di Bangù a Rio, entrarci tutti e l’ultimo tirare la porta e buttare la chiave. Non si salva quasi nessuno. Di recente poi hanno messo in manette stretti amici di Temer.

Questa diffusa instabilità politica si ripercuote ovviamente sulla vita quotidiana. La situazione economica non accenna a riprendersi. La violenza, perlopiù circoscritta in diverse favelas, aumenta anziché diminuire e quest’ultimo fatto si ripercuote a sua volta sulla situazione politica. Vediamo perché.

La violenza nelle favelas è inaudita. Non ho più scritto niente al riguardo e nessuno può raccontare cosa realmente accada poiché verrebbe sicuramente ucciso, come è accaduto a Marielle Franco. C’è solo una persona che alla Rocinha si permette, parzialmente, il lusso di raccontare qualcosa. Infatti rischia parecchio e spero non lo facciano fuori. Si tratta di Eduardo Carvalho, 19 anni, cronista, ex bambino della mia Ong, che infatti sta diventando famoso, con diverse apparizioni su Rede Globo, per il coraggio che sta dimostrando. Avrò modo di parlarne.

Tale violenza incredibile fornisce l’estro per far intervenire l’esercito, che peraltro non ha alcuna competenza nella guerriglia urbana con i trafficanti, ma fa molta scena. Oltretutto viene utilizzato per compiti quali distribuzione di vestiti e coperte o medicinali e vaccini, sbandierati a destra e a sinistra con l’intenzione di acquisire consenso popolare per i militari. Hanno i caschi e i mitra sì, ma sono buoni con i poveri che aiutano, e proteggono i ricchi, spaventati dai cattivi.

I cattivi peraltro sono bande di delinquenti, ma anche organizzazioni serie che hanno la possibilità di influenzare a loro volta i governi locali e non, poiché hanno così tanti soldi da potersi avvalere di avvocati che un giorno potranno finire persino in Parlamento. È chiaro?

Nel frattempo diverse persone condannate per Lava Jato e altri processi si trovano ancora a piede libero.

La sensazione generale è che Lula, peraltro sostenuto da una larga fascia di intellettuali e artisti, abbia di sicuro le sue colpe, come molti, ma che venga largamente utilizzato come capro espiatorio da una parte e dall’altra per dimostrare che il precedente governo, diciamo così, di sinistra fosse disonesto e abbia fallito. E il paese abbia bisogno del pugno di ferro, di polizia e di esercito.

Siamo a posto che è una meraviglia.