I soliti vigliacchi hanno assassinato a Rio de Janeiro ieri l’assessora e attivista politica Marielle Franco, sparandole a tradimento da un’auto in corsa.

Si batteva per i diritti nelle favelas, contro i narcotrafficanti e prevaricazioni di ogni genere. Era nata nel terribile complesso della Maré a Rio, bella, orgogliosa del suo essere, come diceva lei, “nera, lesbica e attivista politica, madre a 19 anni e femminista”.

Laureata in Sociologia, la quinta più votata nella città. Solo domenica scorsa in una conferenza aveva attratto 46.000 persone. Non ha mai pensato di andare a vivere da un’altra parte che non fosse la favela della Maré, dov’era nata, più volte presidiata dai carri armati. Poiché lo Stato non sa più cosa fare.

Presidente di una commissione per i diritti delle donne afrobrasiliane e indigene, lottava da sempre per i diritti umani. La sua casa era la strada, dove dal mattino alla sera ascoltava le istanze della gente comune. Ieri sera alle 21.30 stava uscendo proprio da un incontro dove aveva parlato dei diritti delle donne afrobrasiliane. Secondo una prima ricostruzione, aiutata dalla testimonianza di un sopravvissuto, sembrerebbe che, salita in auto con il suo autista e amico Anderson Pedro Gomes sia stata seguita da un’altra auto per alcuni chilometri e poi raggiunta a tradimento almeno da 9 proiettili calibro 9, destinati praticamente tutti a lei. Tre l’hanno raggiunta alla testa, altri tre hanno ucciso l’autista colpendolo alla schiena. Una vera e propria esecuzione, a sangue freddo.

Tutta Rio de Janeiro è sconvolta, e sono innumerevoli i messaggi di protesta e cordoglio da parte di attivisti, moltissimi artisti e intellettuali, sociologi e reporter. Qualcuno parla addirittura, a ragion veduta, di un vero e proprio attentato contro la democrazia e chiede una rapida e decisa risposta da parte del governo. Peraltro già inerte di fronte a una situazione che sta richiedendo l’intervento dell’esercito. In questo momento è in corso una manifestazione in centro.

Marielle Franco dava fastidio ai delinquenti di sicuro, ma ultimamente aveva anche denunciato abusi ed esecuzioni da parte della polizia in alcune favelas. La situazione è estremamente tesa. Sempre ieri, in un assalto a un padre con il figlio di 5 anni, è intervenuta la polizia che ha messo i banditi in fuga. Uno di loro, prima di fuggire in auto a sparato quattro colpi all’uomo, senza motivo, freddandolo davanti a suo figlio.

L’ondata di violenza a Rio è inarrestabile, provocata dalla guerra tra bande che pensano ormai di poter fare quello che vogliono. Ma avevano paura di una giovane donna che dava loro filo da torcere.

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