Maria Elisabetta Alberti Casellati-la-donzelleta-vien-dalla-campagna è la presidente del Senato della Repubblica italiana. È il primo «vulnus» alla democrazia, solo al pensiero che Mattarella possa sentirsi male e lei possa sostituirlo come «Capo dello Stato Provvisorio». Corre voce che sia «cattolica» perché è laureata «in utroque», come si dice in gergo, cioè «nei due diritti», quello civile e quello canonico, preso alla Università Pontificia Lateranense che è l’università del Papa (vescovo di Roma). Penso che non sia cattolica, ma solo «clericale», perché se fosse cattolica, spiritualmente informata e fondata, non sarebbe mai stata perinde ac cadàver – fino alla morte – una sostenitrice, difensore a spada tratta di Berlusconi, comunque e a prescindere. Per lei Berlusconi è un perseguitato: ne attendiamo pazienti la morte solo per poterlo dichiarare «urbi et orbi» Santo o meglio Santissimo.

Da avvocato, e quindi «esperta di legge» con l’aggravante del diritto canonico, manifesta sulle scalinate del Palazzo di Giustizia di Milano insieme ad Alfano, Carfagna, Gelmini e tutto il cucuzzaro della specie berlusconista. Dopo la sentenza di condanna di Cassazione, continua a proclamare la «verginità» del suo padrone che la pretende al posto del peculato Romani come avanguardia istituzionale sul seggio più alto dello Stato, dopo la Presidenza della Repubblica. Sono certo che se le nomino Papa Francesco, prende subito l’orticaria perché lei appare una sacerdotessa del fondamentalismo cattolico che peraltro ha sempre dimostrato nei suoi interventi. Il suo principale, Berlusconi ha voluto premiare la sua fedeltà mandandola al Csm come esempio di garanzia e imparzialità nell’istituto garante dell’autonomia della Magistratura. Ossimoro! «Mala tempora currunt!». Costei è Presidente del Senato. Si raddoppi la vigilanza medica a Mattarella e si tengano disponibili a pronto intervento i rimedi sanitari, omeopatici compresi in caso di bisogno.

Era possibile un’altra soluzione? Certamente se i partiti non fossero degenerati da un quarto di secolo a questa parte. Nel 1994, quando il pregiudicato, caduto Craxi, suo servo fedele, decise di difendere i suoi interessi e solo quelli, scrissi che il danno, inferto alla nazione non sarebbe stato governare, ma il «virus berlusconista» con cui avrebbe infetto la Nazione intera. Così fu ed è. Aggiunsi che, quando sarebbe andato via, cioè da adesso, inizio e fine del suo declino, sarebbero stati necessari almeno 70 anni per guarire dalla devastazione culturale, sociale e istituzionale in cui ha prostrato l’intero Paese. Oggi le conseguenze sono davanti ai nostri occhi. Il Pd di Renzi si è lasciato non solo corrompere dal berlusconismo, ma l’ha assunto come dimensione di esistenza e quindi ne è la prima vittima, forse in modo irreversibile. Individualismo contro comunità, egoismo contro popolo, mercato contro giustizia, ristretta ricchezza contro equità, sete di potere personale contro il servizio come dimensione temporanea. Se Renzi non avesse corrotto il Pd, ma avesse imposto il passo dell’onorabilità, umile e attenta al «bene comune», ai poveri, agli operai, alle casalinghe, alla scuola e al lavoro, oggi sarebbe stata possibile una soluzione diversa.

Il Pd, anzi Renzi, ha imposto una legge demenziale per vendicarsi degli italiani che non hanno votato la sua omicida riforma costituzionale. Dopo due leggi elettorali incostituzionali (Porcellum e Italicum), invece di rinsavire, ha fatto votare con ben otto voti di fiducia, prova inequivocabile di demenza politica, la legge con cui abbiamo votato. Anzi, abbiamo fatto finta di votare, perché il sistema era così perverso che comunque votavi, eleggevi «i nominati». Il popolo che non è scemo, gli ha dato calci negli stinchi e lo ha mandato a casa e di conseguenza ha mandato via anche il suo compare. Alleluia. Qualsiasi cadavere che si rispetti, nell’ora del rantolo compie gesti scomposti e la presidenza del Senato è uno di questi. Con i risultati elettorali, in forza dei quali, nessuno ha la forza, è necessaria una mediazione perché la Politica è «l’arte del possibile» che, in mano a uomini e donne moralmente ineccepibili, diventa «Politica», in mano a farabutti, diventa compromesso.

L’accordo tra M5S e Lega non è un inciucio perché è avvenuto nelle sedi istituzionali e alla luce del sole. I 5S sono stati coerenti e sono riusciti ad eleggere alla Camera una persona retta e limpida che ha cominciato «dando esempio». L’altra carica spettava alla destra – visto che il Pd ha fatto lo gnorri come un bambino imbronciato, come se la responsabilità primaria non fosse sua. Salvini per suoi interessi personali (fare fuori Berlusconi) ha concesso a FI la presidenza del Senato. Berlusconi, seguendo la propria natura voleva un pregiudicato come lui, ma alla fine, solo per interesse (restare nell’ambito del potere, comunque sia), ha ceduto pretendendo la più berlusconista dei berlusconisti, forse più ancora di Berlusconi, un premio di fedeltà alla corresponsabile delle «leggi vergogna ad personam». Se il M5S avesse messo il veto, cadeva immediatamente la legislatura.

Mi auguro che il M5S non si accordi con Matteo Salvini ma cerchi di darsi una identità dai confini certi, sapendo che «chi in alto sta/cade spesso precipitevolissimevolmente». Come ho votato M5S, usandolo come «piede di porco» per mandare via Renzi e Berlusconi, così sarò all’opposizione, vigile e attento, pronto a combatterlo se dovesse compiere un governo rabberciato per la spartizione del potere. La base sua è prevalentemente «sociale» (non dico di sinistra che ormai è scomparsa anche ai radar più sofisticati), ma è molto più volubile che per il passato. «Qui si parrà la sua nobilitate», come dice Dante: mantenere altissimo il senso delle Istituzioni, proporre un programma che abbia come sfondo e contorno solo e sempre «il bene comune» e l’interesse generale del popolo, mai delle lobbies o dei gruppi di camaleonti. Se trasparenza e verità si baceranno, sarà un bene per il Paese, sennò sarà una disfatta, peggio di Caporetto. Temo che molte forze oscure si stiano armando per impedire che le cose cambino e potrebbe iniziare una nuova stagione, come tutte quelle che abbiamo conosciute negli ultimi 70 anni, disseminata di terrore, manipolazione dei servizi segreti, trattative e tutta la sentina di cui oggi abbiamo le prove. Dio non voglia e M5S con quello che resta di sano nel Pd sappiano chi vogliono essere e quello che fanno.