Le tensioni dentro la coalizione di centrodestra, la crisi del Pd e le ambizioni del Movimento 5 stelle. Quando manca poco più di una settimana all’insediamento delle Camere, continuano le trattative tra i partiti in vista dell’elezione dei presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama, ma soprattutto per valutare le possibilità che un nuovo governo riesca a insediarsi. Il 15 febbraio i 5 stelle hanno terminato il primo round di incontri con le varie forze politiche, “giro” a cui ne seguirà presto un altro. Sul fronte del centrodestra, il leader della Lega Nord Matteo Salvini garantisce che c’è comunione “di intenti” e che “aspettano la convocazione di Sergio Mattarella“. Uno scenario di cordialità smentito però da tante dichiarazioni. Lo stesso segretario del Carroccio, intervistato da la Stampa, ha detto che partirà dal programma di centrodestra, ma non chiude ai 5 stelle. Ipotesi che non piace a tutti i suoi alleati. L’azzurro Renato Brunetta ad esempio, sul Corriere della sera, sottolinea: “Il Pd non va emarginato. Se il patto M5s-Lega regge? Se fanno il patto tra loro, salta tutto“. Anzi, peggio: “Salvini non è il leader del centrodestra – dice a Radio Anch’io – è semplicemente il leader del partito che all’interno del centrodestra ha avuto più voti e che sulla base delle regole che ci siamo dati ha il compito di fare, se riusciremo a farlo, il governo. Nulla in contrario all’amico Salvini, solo che la leadership di una coalizione si conquista giorno per giorno con la fiducia, la condivisione e la pari dignità”. Una giravolta totale rispetto alle dichiarazioni dei berlusconiani degli ultimi giorni. Tra i movimenti delle scorse ore, da segnalare anche l’incontro, rivelato da Dagospia, tra il neodeputato M5s Emilio Carelli (per trent’anni giornalista di Fininvest e Mediaset) e il fedelissimo di Silvio Berlusconi Gianni Letta. Carelli è uno dei candidati possibili per la presidenza di Montecitorio.

Salvini: “Sintonia di intenti”. Ma Brunetta: “Al Senato va Romani”
Non mancano le tensioni dentro la coalizione del centrodestra. Anche se il leader del Carroccio continua a smentire: “Con Fi c’è totale condivisione e sintonia di programma e intenti” dichiara in una nota. “Come leader del centrodestra parlo e mi muovo a nome di tutti gli alleati. Con loro stiamo lavorando a squadra e programma di governo mentre vedo che altrove non è così: Pd litiga e M5s non si capisce cosa voglia fare”. Insomma: “Aspettiamo la convocazione di Mattarella”. In un’intervista alla Stampa, Salvini aveva dichiarato: “Gioco nella squadra del centrodestra di cui Berlusconi fa parte. E sento tutti a nome del centrodestra”. Aveva quindi chiuso all’accordo con i dem: “Il Pd dice di no a tutto e tutti. Questo però è un problema del Pd, non mio. Me ne farò una ragione. Io in un Consiglio dei ministri dove ci siano Renzi o la Boschi non siedo”. Resta aperto, invece, il fronte con i Cinquestelle: “La gente che ci ha votato chiede di trasformare le parole in fatti. Noi partiamo dalla squadra e dal programma del centrodestra. Poi se qualcuno ha idee e proposte aggiuntive io non sono geloso”. Qualcuno tipo il M5s? “Chiunque sia d’accordo sulle cose da fare. Certo che se poi mi dici che il programma è il mio, il premier sono io e i ministri sono i miei, mettersi d’accordo è difficile”. Perfino la legge elettorale, per Salvini, è “facilissima da cambiare: è sufficiente un emendamento a quella attuale, uno solo, che introduca il premio di maggioranza. Per farlo basta una settimana. Chi parla di cambiare la Costituzione (Franceschini, ndr) o di rifare la legge vuole solo tirare a campare”.

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta frena a secco: “I Cinquestelle ci hanno detto che loro vorrebbero la Camera e alla Lega andrebbe il Senato. Ma il Senato va al centrodestra, semmai: ci siamo noi con Romani. E poi non dimentichiamo il Pd. Se il Movimento 5 stelle vuole fare, come dice, un presidente di garanzia, il Pd è il secondo partito e non va emarginato“. E se il patto M5S-Lega regge? “‘Faccino pure’, come diceva Fantozzi. Ci vediamo in Aula a scrutinio segreto e ci divertiamo. Se fanno il patto tra loro, salta tutto”.

Martina: “Camere? Chiediamo figure autorevoli”
In casa Pd continuano i movimenti per cercare di riposizionare il partito tra opposizione e voglia di partecipare a esecutivi “costituenti”. Il reggente Maurizio Martina parlando a Repubblica ricorda che “in passato i 5 Stelle ci hanno detto di tutto. Ma la politica non si fa mai con il risentimento. Il punto è che noi dobbiamo sfidarli sul terreno su cui hanno preso i voti: la domanda di cambiamento“. Ma non solo. “Salvini – aggiunge – sa più dei 5 Stelle che tornare al voto dopo aver fallito l’onere di dare un governo al Paese può essere rischioso. Di Maio sembra crederci davvero, di potere prendere ancora più voti. Ma la storia della politica è piena di calcoli a tavolino giusti in teoria e sballati alla prova dei fatti”. Quindi non c’è altra posizione se non l’opposizione: “Non saremo indifferenti a ciò che dirà Mattarella, ma il nostro compito è prepararci a essere minoranza parlamentare e da lì dare un contributo al Paese”. Sulle presidenze delle Camere, il reggente Pd chiede “figure autorevoli”: “I rappresentanti M5s che io e Guerini abbiamo incontrato oggi non facevano che ripetere ‘i cittadini chiedono, i cittadini dicono’. Però mi pare che il gioco di palazzo, per ora, sia tutto loro”. Intanto, mentre traccia il futuro del partito, parla di “idee nuove. E più radicali”.

M5s, Di Maio: “Ci interessa che il Parlamento funzioni al meglio”
Il capo politico M5s sul Blog delle Stelle è tornato a parlare delle dinamiche degli ultimi giorni. “In questi giorni”, si legge, “ci vedete impegnati in un dialogo non semplice per proporre i presidenti del Senato e della Camera. La scelta delle persone che ricopriranno questi incarichi è cruciale. Stiamo parlando della seconda e della terza carica dello Stato, e soprattutto stiamo parlando degli arbitri che dovranno dirigere la partita dell’approvazione di buone leggi”. Quindi prosegue: “Come sapete al Moimento 5 stelle non interessa il gioco della poltrona: quello che ci preme è che il Parlamento funzioni al meglio, perché è lì che si decidono le leggi che possono migliorare o peggiorare la qualità della vita di tutti, è lì che le forze politiche devono dimostrare il proprio valore e la propria coerenza. Per questo agiamo nella massima trasparenza e anche in queste ore vi stiamo raccontando passo passo come ci muoviamo. E’ la prima volta nella storia della Repubblica che la forza politica con la maggioranza relativa di seggi nelle due Camere condivide con i suoi elettori e con tutti i cittadini questo percorso. Non abbiamo nulla da nascondere, e nulla che non possa essere detto”.