Era il 22 maggio del 1978 quando in Italia fu promulgata la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, dopo un’aspra battaglia che spaccò in due il Paese.  A quarant’anni di distanza però il diritto all’aborto è tutt’altro che garantito. Per molte donne è addirittura negato. Il nodo è quello dell’obiezione di coscienza di medici e infermieri: in Italia la percentuale di professionisti che oggi si rifiutano di effettuare aborti supera il 70%. Ci sono strutture dove l’obiezione è totale e altre ridotte a una sorta di “abortifici” dove si arriva a praticare anche 400 interruzioni all’anno. Per capire cosa sono costrette a vivere le donne che oggi scelgono di intraprendere la strada dell’aborto, godendo di un diritto che lo Stato dovrebbe garantire loro, alcune giornaliste di Fq Millennium si sono finte pazienti e, munite di telecamere nascoste, sono entrate nei reparti ginecologici degli ospedali italiani.

L’inchiesta integrale è disponibile sul numero di marzo Fq Millennium, in edicola da sabato 3 marzo

I video sono stati realizzati da Angela Gennaro, Elisa Murgese, Giulia Zanfino

Articolo Precedente

8 Marzo: dalle molestie alle discriminazioni in carriera, le donne che si ribellano raccontate su FqMillenniuM

next
Articolo Successivo

Sciopero 8 marzo, la protesta delle donne: “Meno precarietà, reale parità di salari, lotta a molestie e discriminazioni”

next