Settantuno film da protagonista, una carriera cinematografica lunga oltre quarant’anni, Diego Abatantuono torna in sala dall’1 marzo 2018 con Puoi baciare lo sposo, nel ruolo di sindaco del paese di Bagnoregio, costretto a sposare suo malgrado il figlio dichiaratosi all’improvviso gay con tanto di futuro sposo (Salvatore Esposito) già con l’anello al dito e pronto per le nozze. Una carriera, quella del 62enne Abatantuono, che è un lungo viaggio tra il cabaret milanese d’inizio anni settanta e la grande commedia del cinema italiano che va formandosi al seguito delle sceneggiature di casa Vanzina (Steno, Carlo ed Enrico Vanzina) nei primi anni ottanta.

Boldi, Jannacci, Faletti sono i colleghi iniziali del Derby, poi Maurino Di Francesco, Ugo Conti e i Gatti del Vicolo Miracoli che prima lo vogliono tecnico luci nei loro spettacoli itineranti e infine co-protagonista di Arrivano i gatti, indimenticabile cult del 1980 in cui Abatantuono esordisce al cinema con il personaggio del “terrunciello”, qui cameriere del ristorante L’anguilla scotennata (“dove si mangia solo pesce settentrionale”), che parla con l’oramai celeberrima mescolanza di dialetti meridionali, personaggio che attraverserà almeno un’altra dozzina di commedie. Su tutti I Fichissimi, Eccezzziunale….veramente, Viuuulentemente mia e Il ras del quartiere.

In tre anni, dall’80 all’82, come ha sempre raccontato l’attore, figlio di padre pugliese e di mamma comasca, gira quindici film e brucia sia il “terrunciello” (poi conteso nella sua genesi con il sodale Giorgio Porcaro) che la maggior parte di guadagni ricavati dal suo lavoro cinematografico. In piena crisi economica e professionale sarà Pupi Avati a puntare su di lui per interpretare il pollo da spennare al tavolo da poker in Regalo di Natale (1986), intuizione drammatica avuta dal regista bolognese che aprirà ad Abatantuono una carriera “seria” (lo stesso non si ripeterà per Massimo Boldi con Festival sempre di Avati) che lo vedrà lavorare per Luigi Comencini, Giuseppe Bertolucci e infine quel Gabriele Salvatores con cui fonderà la Colorado Film (dentro c’è anche Maurizio Totti) e interpreterà almeno cinque titoli uno più importante dell’altro: Kamikazen (1987), Marrakech Express (1989), Turné (1990), Mediterraneo (1991, Oscar come Miglior film straniero) e Puerto Escondido (1992). Instancabile Abatantuono ha poi continuato a lavorare per grandi nomi del cinema italiano: Ettore Scola, Daniele Luchetti, Giovanni Veronesi, Carlo Mazzacurati. Di recente è stato apprezzato molto nella commedia Cose dell’altro mondo (2011), diretto da Francesco Patierno, dove interpreta un industriale veneto clamorosamente razzista tanto da aver fatto andare su tutte le furie ogni singolo leghista e industriale veneto che la storia ricordi. Diego Abatantuono sarà ospite della redazione del FattoQuotidiano.it venerdì 2 marzo alle 15. Per questo lanciamo un contest per sapere dai nostri lettori qual è il personaggio che più amate nella sua carriera d’attore.