E tre. Sofia Goggia conquista il terzo oro olimpico della spedizione azzurra a Pyeongchang da favorita. Quella della discesa libera era la sua gara e rispettare il pronostico, non subire la pressione, non pensare all’amica monumento di questo sport Lindsey Vonn che ti contende il metallo più prezioso, non è cosa da poco. La 25enne bergamasca ce l’ha fatta a realizzare un sogno partito 20 anni prima, come svela lei in un post: “Quella bambina che a sei anni sulle nevi di Foppolo aveva sognato di vincere le Olimpiadi, oggi sarebbe fiera di me”.

Tante peripezie, anche fisiche prima dell’anno della riscossa, il 2017, che nel 2018 ha trovato la sua incoronazione definitiva con la prima storica medaglia d’oro per l’Italia nella discesa libera femminile alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang. Il destino talvolta è segnato, e a dimostrarlo anche l’episodio raccontato al microfono (strappato di mano alla giornalista) dell’emittente svizzera Rsi.

Sofia si era rotta il ginocchio a Lake Louise nel 2013 e in aeroporto la sciatrice elvetica Dominique Gisin, le cedette il suo posto in business class per permetterle un volo più comodo. Nel 2014, ancora lontana dalle piste Sofia commentava le gare per Sky. Quella di discesa fu vinta da Dominique Gisin che invece oggi, quattro anni più tardi rende omaggio a colei che le succede nell’albo d’oro. La sensazione è che Sofia possa regalarci qualcosa di bello anche in combinata, il suo entusiasmo è incontenibile e tutto può succedere.

Tutto il bello che c’è stato, fin ora, in queste Olimpiadi, i tre ori intendo, arrivano da un fazzoletto di terra lombarda che da Bergamo passa per Alzano Lombardo e arriva a Sondrio. Sono le città di Sofia Goggia, Michela Moioli (snowboard) e Arianna Fontana (Short track). La neve azzurra è donna e ha riflessi d’oro lucente.

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