Sofia Goggia ha vinto la discesa libera femminile dei Giochi invernali di Pyeongchang. È ancora una donna a regalare all’Italia il terzo oro di queste Olimpiadi, dopo quelli di Arianna Fontana e Michela Moioli. Ed è una storica prima volta: mai una sciatrice azzurra era riuscita a conquistare la medaglia più preziosa nella gara regina dei Giochi. Ce l’ha fatta Sofia, che in gara è parsa di un livello superiore a tutte le sue avversarie, esclusa la sorpresa norvegese Ragnhild Mowinckel, seconda per appena 9 centesimi con il pettorale 19. Per l’Italia è la nona medaglia della spedizione sudcoreana: tre ori, due argenti e quattro bronzi. È ormai a un passo l’obiettivo dei dieci podi.

La discesa libera femminile era anche e soprattutto la sfida tra Lindsey Vonn e la nostra Goggia. La bergamasca, 25 anni, sapeva di giocarsi tutto in questa gara: la sua prova è cominciata quasi sottotono, titubante, con traiettorie comode e la tensione ancora da sciogliere. Da metà discesa in poi ha cambiato passo, ha sfogato sugli sci tutto il suo talento e disegnato curve che poi nessuna atleta è riuscita a replicare. Che la discesa di Sofia fosse di un altro pianeta rispetto alle avversarie lo si è capito circa tre minuti dopo, quando in pista c’era appunto la campionissima Vonn. L’americana non ha sbagliato niente, ma quando ha tagliato il traguardo il cronometro diceva +47 centesimi. Lindsey, oro a Vancouver, si è girata verso Goggia e l’ha indicata, come a dire: ora è arrivato il tuo momento.

Dopo Vonn, nessun atleta è più riuscita ad avvicinarsi a meno di un secondo dal tempo della 25enne azzurra. Fino all’incubo, per l’Italia, della discesa di Ragnhild Mowinckel. La norvegese non doveva essere tra le favorite, ma dopo l’argento in slalom gigante ha confermato di essere in uno stato di grazia e l’unica atleta ad apprezzare la strana neve sudcoreana. Un minuto e 40 secondi con il fiato sospeso per Goggia, già sorridente nell’angolo della leadership: intermedio dopo intermedio, il vantaggio accumulato da Mowinckel nella prima parte di gara scendeva sì, ma sempre troppo poco. Fino alle ultime curve, quando anche la norvegese si è dovuta arrendere, relegando comunque sul terzo gradino del podio la Vonn, in lacrime per la delusione.

Quando il suo oro era ormai in cassaforte, ha pianto anche Sofia. Dopo le gare negative in slalom gigante e SuperG, la bergamasca non aveva mai perso il sorriso, ripetendo che la sua testa era tutta alla discesa. Ma intanto la pressione e le aspettative crescevano. Vista la splendida stagione 2016-2017, con i record italiani di punti (1197) e podi (13) in Coppa del mondo, il bronzo ai mondiali e i successi di questo inverno, Goggia era l’unica vera speranza di oro e l’atleta di punta dell’intero movimento italiano di sci alpino. Eppure, all’appuntamento con la storia non ha fallito. Senza di lei sarebbe stato un disastro: sono cadute Federica Brignone e Nadia Fanchini, è uscita Nicol Delago. E invece ora poco importa. La testa è già alla combinata e a quello che Sofia Goggia potrà ancora fare. Perché anche dopo Pyeongchang, il futuro è tutto dalla sua parte.

Kostner sesta dopo il corto – Non è andato come sperato invece il ritorno sul ghiaccio di Carolina Kostner nella gara individuale di pattinaggio artistico. La 31enne, bronzo a Soci 2014, è sesta dopo il programma corto, a 5.72 punti dalla terza posizione della canadese Kaetlyn Osmond. Colpa di alcuni problemi nei salti, compresa una mano appoggiata sul ghiaccio per evitare la caduta, che non hanno rovinato del tutto la prestazione solo grazie alla consueta sublime interpretazione, premiata dai giudici con il secondo miglior punteggio. Primo e secondo posto per le russe Zagitova e Medvedeva, entrambe sopra il record del mondo. Eliminata l’altra azzurra in gara, Giada Russo. A Carolina servirà ora un programma libero perfetto (tornerà sul ghiaccio nella notte italiana tra giovedì e venerdì) per sperare in una medaglia.