La flat tax di Silvio Berlusconi “fa parte delle proposte che chiamo bacchette magiche o fatine blu, perché sono miracolose, spesso divertenti da ascoltare”. Sono le parole del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan al termine dell’Ecofin, il vertice con i colleghi europei a Bruxelles. La stessa città dove solo 24 ore fa il leader di Forza Italia aveva abbracciato i partner del Partito popolare europeo tranquillizzandoli sulla sua capacità di essere l’argine al populismo nelle prossime elezioni. Elezioni che i partner del Vecchio Continente vedono con preoccupazione, secondo quanto sostenuto da Padoan. “Faccia di bronzo”, commenta Renato Brunetta, che ora attende “una precisazione del presidente di turno dell’Ecofin”.

I colleghi europei “sono al corrente che è previsto uno scenario d’incertezza” nelle elezioni italiane, “e siccome associano questo al fatto che in quattro anni di stabilità l’Italia ha fatto tanto, c’è preoccupazione che ci possa essere una interruzione verso la stabilità e la crescita”, ha detto il ministro dell’Economia. Padoan ha spiegato che i colleghi gli hanno chiesto “un punto di vista sulla campagna elettorale”. E lui avrebbe esposto la “classificazione” che in mente in merito alle varie proposte dei partiti: ci sono quelle “fatina blu, quelle che chiamo le proposte terminator, cioè chiudiamo questa legge, e poi il tipo di proposte a cui faccio riferimento che sono la costruzione paziente delle misure”.

E tra le proposte “fatina blu” c’è, secondo Padoan, anche la flat tax di Berlusconi. Il leader di Fi ha sempre detto di ispirarsi ai casi di successo come la Russia di Vladimir Putin – senza magari citare altri esempi come Transnistria, Nagorno Karabakh o il Sud Sudan – ma per il ministro il modello russo non è replicabile in italia. “Se c’è un’economia particolare tra quelle emergenti è quella russa, che è totalmente dipendente dal prezzo del petrolio. L’evidenza statistica ci dice che le cose vanno bene quando il prezzo sale e male quando scende”, ha detto Padoan. “Ho la sensazione che questo meccanismo fiscale, non a caso ispirato a Putin, sia a sua volta dipendente dal prezzo del petrolio. Noi come è noto produciamo un pochino di energia, ma non siamo Paese produttore di petrolio e quindi la vedrei difficile come campo di azione”, ha poi concluso.

“Il ministro dell’Economia e delle finanze fa campagna elettorale anche in Europa, immerso in un incredibile conflitto d’interessi – replica Brunetta – un comportamento assurdo, inaccettabile, insultante nei confronti del cittadini italiani”. “Padoan utilizza impropriamente una organizzazione internazionale, dandole voce, non si sa a che titolo“, continua il capogruppo di Forza Italia alla Camera. “E tutti stiano tranquilli, quello del centrodestra è un programma di crescita, stabilità e riduzione del debito pubblico. L’esatto contrario di quanto fatto da Padoan in questi anni”, conclude Brunetta.