Spesso si dice che ormai l’auto è diventata come un elettrodomestico. Più per sottolinearne la funzione primaria, ovvero quella di servizio di trasporto, che per una diminutio. Anche se, ad onor del vero, ce ne sono alcune il cui look giustifica l’accostamento…

Boutade a parte, questa volta il paragone ci sta tutto. Perché uno studio dell’università di Manchester, pubblicato sulla rivista Science of the Total Environment, ha rivelato che i forni a microonde utilizzati nell’Unione Europea emettono ben 7,7 tonnellate di anidride carbonica all’anno. Ovvero l’equivalente di 6,8 milioni di auto.

Perché quelli a microonde sono la tipologia di forni più acquistata nell’UE, e si stima che ne verranno venduti 135 milioni entro il 2020. E il loro ciclo vita si è abbassato drasticamente dagli anni ’90 ad oggi, passando dai 10-15 anni di allora i 6-8 attuali.

Ebbene, con numeri del genere è facile immaginare che a pesare sulle emissioni siano soprattutto i consumi energetici. L’energia da loro utilizzata è infatti stimata in 9,4 terawattora all’anno: la stessa generata annualmente da tre centrali elettriche a gas. C’è poi il consumo del singolo forno a microonde, in otto anni di vita media, che è pari a 573 kilowattora.

Non meno importante, poi, è da considerare lo smaltimento quando un forno va in “pensione”. E anche qui i numeri sono di quelli importanti, visto che nell’intera Unione sono state gettate 184 mila tonnellate di rifiuti “elettrici” nel 2005, che saliranno a 196 mila nel 2025: il che significa circa 16 milioni di forni a microonde dismessi. Fatto che, secondo i ricercatori inglesi, pone e porrà un serio problema ambientale.