Sono in partenza per Jaipur e preferirei raccontarvi la storia di Vishal e Vidjia, i due studenti della Parva School, la scuola della bidonville di Jaipur, che con Vivere con Lentezza mandiamo avanti, e che per primi nella storia della bidonville, accederanno al college. Ma come al solito l’India assurge alle cronache per notizie a noi quasi incomprensibili: sono 5, per ora, i morti a causa del Jallikattu, l’antica lotta con i tori, che in questo periodo dell’anno si pratica in varie feste nel sud del paese.

L’India è un mondo di contrasti, di contraddizioni, in cui la tradizione si mischia con la modernità più sfrenata, la ricchezza con la povertà, l’Oriente con l’Occidente, la violenza con la pacatezza, la spiritualità con la più bassa materialità, la solennità con la praticità.

E’ il paese delle migliori menti matematiche, delle università più esclusive ma anche quello in cui una grande parte della popolazione non sa leggere o scrivere, ed è priva di servizi igienici.

Tutto in India ha un aspetto che tocca il religioso, dalle prostitute sacre, alle giovanissime di religione Jainista che si strappano tutti i capelli e arrivano a lasciarsi morire di inedia, ai senza casta che recitano a memoria i Veda, considerati semi divinità per una stagione per poi tornare intoccabili. I film di Bollywood sono popolati da dei che appaiono per difendere ragazze in pericolo o per riconciliare amanti confusi. I tori del Jallikattu sono legati al lavoro dei campi e alla loro fecondità.

Perché il governo abbia revocato la decisione di mettere fuori legge questa pratica, non è chiaro, probabilmente per rafforzare l’attaccamento alla tradizione, soprattutto se di stampo maschilista, ma anche per banali motivi economico-turistici.

Amiamo stupirci, lo facciamo per gli incornati alla Feria di San Firmino, per i feriti e morti da botti la notte di Capodanno da noi, o per i morti del Kite Festival mentre inseguono gli aquiloni, sempre in India, inesauribile fonte di stupore.

Varrebbe la pena di riflettere sul fatto che, con il suo miliardo e quasi quattrocento milioni di abitanti, l’India assieme alla Cina (qualche milione di abitanti in più) sta ipotecando il futuro del pianeta e che il forte vento dell’est porta con sé anche la cruenta pratica della tauromachia.