Non sempre si sa che cosa scrivere su un blog, così magari uno si fa un giretto su Internet e legge qualcosa in cerca di ispirazione. Mi è capitato di leggere le parole di Marco Columbro sull’esistenza degli alieni, eureka! L’argomento alieni è sempre stimolante, ora vi dico come la penso.

Penso che siamo soli nell’universo. Penso che anche gli alieni siano soli. Avere un vicino di pianerottolo cosmico non mi fa sentire meno solo, non trovo conforto. Penso che la solitudine sia una condizione ineliminabile dell’esistenza, alieni o non alieni. Più alieni ci sono e più solitudini popolano il cosmo. Dalla solitudine non si scappa, possiamo attenuarla con l’amore, ma la solitudine resta l’amante fedele, l’unica che non ci tradirà mai con un altro essere, sarà la solitudine a chiuderci gli occhi per sempre, la solitudine è l’alfa e l’omega della nostra vita, il nostro alfabeto intimo, e solo noi siamo in grado di sillabare questo alfabeto delle viscere.

Detto questo posso divertirmi a immaginare gli alieni, posso andare allo specchio e descrivere il mio volto, per un alieno l’alieno sono io. Un alieno può portare gli occhiali da vista scuri e avere un panama fuori stagione sulla testa. Un alieno normale, poco alienante. Non penso che un alieno possa essere più mostruoso di Putin o di Trump. Non credo a forme aliene necessariamente più avanzate tecnologicamente, potrebbero essere benissimo degli alieni cavernicoli. Di una cosa sono certo però: gli alieni sono verdi, non si discute su questo punto, e votano per Salvini ovviamente.

Vedete? Da Columbro siamo passati a Salvini. Di solito non parlo di politica, ma oggi farò un’eccezione. Per me Salvini è una fonte perenne di felicità, e non sto scherzando. Una felicità del tutto particolare, una felicità negativa. Il solo fatto di non essere Matteo Salvini mi rende felice. Mi capitano momenti di tristezza infinita, a volte mi sento sull’orlo della disperazione, poi mi ricordo di non essere Matteo Salvini e sento sgorgare in me una musica celestiale, mi sento improvvisamente in pace con l’universo e con il mio pianerottolo, mi viene quasi voglia di danzare sui sentieri del mondo. Non sono Matteo Salvini, ma ci pensate? Avete idea di che ricchezza infinita sia questo semplice e brutale fatto? Mi correggo: non brutale ma delicatissimo e dolcissimo fatto. Non essere Matteo Salvini è gioia, è intelligenza, è amore. Questo è il segreto della felicità! E anche voi dovreste sentirvi felici, tutti voi, tranne Matteo Salvini che sarà felicissimo di non essere me.

Di recente ho visto un film meraviglioso che tutti dovrebbero vedere, anche gli alieni verdi, si tratta di Francesco, giullare di Dio, di Roberto Rossellini. C’è una scena splendida ed emotivamente lacerante, un lebbroso viandante passa vicino a Francesco, porta addosso dei campanacci per avvertire gli altri del suo stato, e Francesco lo insegue, lo abbraccia e lo bacia senza paura del contagio, il lebbroso prima cerca di scansarlo, quel gesto d’amore è uno scandalo per lui abituato al ribrezzo degli altri, poi si lascia abbracciare, infine si allontana nella notte con i suoi campanacci e la sua lebbra, solo, infinitamente solo, perdutamente solo, ma un uomo ha avuto il coraggio di abbracciarlo e di baciarlo, e non lo dimenticherà mai. Francesco si butta a terra in lacrime e la cinepresa si alza verso l’infinità del cielo. In quel cielo si nascondono gli alieni? In quel cielo si nasconde Dio? Non ci è dato saperlo.

Sulla terra, su questa terra martoriata, un uomo come Francesco ha tentato per un attimo di vincere la solitudine, la solitudine di un lebbroso, ma è anche la nostra solitudine, la solitudine di tutti noi. Siamo soli nell’universo, gli alieni sono soli, Francesco è solo, anche Dio è solo in quanto vive in un mondo tutto suo, ma una cosa deve darci speranza: non siamo Matteo Salvini.