Se andate sul sito visitMaratea.it, troverete le indicazioni per raggiungere le più belle località non solo sul mare, ma anche dell’entroterra.

In particolare, sotto la voce “Sport e Attività” troverete la descrizione di un itinerario che si diparte dal comune di Trecchina, piccolo borgo poco distante: “Il sentiero che da Trecchina porta alla Madonna del Soccorso è tra i più importanti e panoramici del Lagonegrese, infatti dalla cima di Serra Pollino, a 1.099 metri s.l.m., lo sguardo può spaziare su gran parte dell’Appennino Lucano-Calabro e sul golfo di Policastro. Il santuario, edificato nel 1926 su un’antica cappella, conserva un bassorilievo del XVI secolo, raffigurante la Madonna del Soccorso”.

Peccato che il sito andrebbe aggiornato. Infatti, il comune di Trecchina ha pensato bene di “valorizzare” (la natura si sa non ha un valore in sé, è la mano dell’uomo che glielo conferisce) con delle infrastrutture a scopo turistico questa cima così “spoglia”. Così in una delle località più suggestive e panoramiche dell’Appennino Lucano sorgeranno (e in parte stanno già sorgendo), e scusate gli inglesismi: un rollercoaster, ossia delle montagne russe; uno sky swing, cioè un’altalena gigante costruita sul crinale della montagna per far oscillare come un pendolo le persone nel vuoto; uno snakefarm, ossia una pista a 4 scivoli della lunghezza di circa 55 metri sul modello degli acquapark ma senza acqua; uno snow tubing, cioè una pista di discesa su neve per gommoni; un alpine coaster, ossia un ottovolante alpino con una rotaia di circa 630 metri e un impianto di risalita di 250 metri; una pista di downhill e un percorso equestre. In più si aggiungeranno un planetario e un osservatorio astronomico.

Ne parla sul suo sito Massimiliano Capalbo, guida escursionistica e molto altro. Su un cartello apposto in loco – racconta Capalbo – risulta che il committente sia il Comune di Trecchina e che i lavori siano iniziati a gennaio di quest’anno e che avrebbero dovuto concludersi ad agosto. A novembre il cantiere appare inattivo. In realtà, da informazioni raccolte da Capalbo in loco, la cifra lieviterà a 5 milioni di euro. Grazie a finanziamenti europei, anche perché il comunello di Trecchina non avrebbe mai potuto nemmeno pensare a un’operazione siffatta.

Chissà cosa si sarebbe potuto fare di compatibile con l’ambiente con quei 5 milioni. Proviamo a immaginare. Una rete di sentieri? Un percorso natura? La formazione di guide escursionistiche? Un sito in più lingue? Dei depliant illustrativi? Ma non sarebbe stato sviluppo, perlomeno non nella declinazione classica. La stessa che vuole le grandi opere, i corsi d’acqua intubati, i porti turistici, i domaines skiables, e chi più ne ha più ne metta. Questo è il modello vincente, e di cui il comune di Trecchina si fa portavoce. Un modello vincente ancora per poco, perlomeno così spero.