Migliora la vita sessuale, previene l’incontinenza fecale e urinaria…“. E’ il perineo, un muscolo che molte donne non sanno nemmeno di avere e del quale, tanto meno, conoscono le prodigiose qualità e funzioni e che è stato al centro di un evento tenutosi di recente a Palazzo Pirelli, a Milano. “Non prendersi cura del proprio perineo durante l’arco della vita fertile, inevitabilmente porta a disagi che si manifestano soprattutto in quel periodo così emozionalmente delicato che è la menopausa” spiega la dott.ssa Dialma Guida che dal 2003 si occupa attivamente di Riabilitazione del Pavimento Pelvico o perineo e dedica la sua professionalità di ostetrica alla salute della donna.

Ma innanzi tutto cos’è il perineo? “E’ il muscolo che si trova nella parte più bassa del bacino – dice- quello che circonda la vagina, l’ano, la vulva e sostiene l’utero, la vescica e il retto”. Stiamo parlando quindi di un muscolo forte, che permette non solo di contenere gli organi pelvici in sede, prevenendo il loro prolasso e la loro disfunzione (incontinenza urinaria e incontinenza fecale) ma permette anche un miglioramento della sensibilità vaginale con ripercussioni e risvolti piacevolmente favorevoli ed appaganti nella sfera della sessualità. “Strettamente collegate al perineo – continua la dott.ssa – incontriamo le emozioni, i vissuti, i ricordi di ogni donna: attraverso presa di coscienza e la ginnastica riabilitativa di questo muscolo infatti, spesso si arriva a curare tanti disagi legati all’anima”.

Ma in cosa consiste questa ginnastica riabilitativa? “Innanzitutto è necessario aiutare la donna a prendere coscienza di quest’area e delle strutture che la compongono, quindi si insegnano esercizi mirati volti al potenziamento del muscolo sia in termini di forza che di resistenza, da ultimo si consigliano dei comportamenti corretti al fine di tutelare questa area così delicata nelle varie situazioni di vita quotidiana”. “Tutte le donne, infatti – spiega inoltre – fin dall’adolescenza, dovrebbero conoscere la propria area genitale e le funzioni ad essa associate”. Una giusta frequenza minzionale (e non… sono a scuola e non vado in bagno finché non torno a casa!) , una buona funzionalità intestinale (la stitichezza va combattuta), ad esempio, ma anche l’esecuzione di attività fisica corretta e rispettosa del corpo femminile (squat e addominali andrebbero eseguiti in modo controllato) sono informazioni importanti che dovrebbero essere date a tutte le ragazze.

È quindi fondamentale l’educazione nelle scuole, l’informazione da parte degli operatori della sanità, di istruttori sportivi, in modo da realizzare un programma quanto più esteso possibile di prevenzione primaria verso i difetti funzionali di una regione corporea che risulta essere così importante. Prolasso, incontinenza urinaria o fecale, dolore pelvico, cistiti o vaginiti, dolori ai rapporti, mestruazioni dolorose, perdite di urina, sono tutti sintomi che troppo spesso vengono vissuti passivamente, poco ascoltati e poco curati ma che, inevitabilmente, portano la donna a chiudersi in se stessa e ad essere meno disponibile alle relazioni fisiche con il proprio partner. “A volte basterebbe veramente poco da parte degli operatori sanitari: una domanda giusta durante una semplice visita ginecologica o ostetrica servirebbe a cambiare le cose”, continua la dottoressa.

Spesso le donne, invece, se soffrono, non dicono, nascondono, temono, si vergognano: accogliere la loro richiesta, spesso inespressa, di aiuto permetterebbe non solo di prevenire l’aumento della spesa sanitaria per queste patologie, prevista in modo significativo visto l’invecchiamento della popolazione, ma anche di migliorare  la qualità di vita sociale e sessuale di molte coppie. Già, perché è soltanto attraverso l’ascolto del corpo, del respiro, della passione che possiamo raggiungere il cuore e quindi l’anima.