Sono almeno 30 le vittime di due naufragi avvenuti al largo delle coste della Libia occidentale, nei dintorni di Garabulli. “Ma il bilancio è destinato a crescere – dice il portavoce della Marina libica Ayub Ghasem – Abbiamo individuato diversi corpi. Ci sono decine di dispersi”. Le persone tratte in salvo – circa 200 secondo diverse fonti – sono state trasportate al porto di Tripoli. Le operazioni di salvataggio hanno interessato due barconi: in una i morti sono 31, di cui 3 bambini e 18 donne, e 60 le persone salvate, nell’altra 140 i sopravvissuti. Sulla propria pagina Facebook, la Marina libica scrive che “alcuni cadaveri sono stati mangiati dagli squali durante le operazioni di salvataggio”.  “Quando siamo arrivati sul posto abbiamo trovato due gommoni, in uno c’erano 60 persone ammassate e 31 corpi galleggiavano nell’acqua”, ha detto il colonnello Abu Abdel Barri. “Nell’altro abbiamo trovato 140 persone, per lo più provenienti da paesi dell’Africa sub-sahariana”.  L’account Facebook della Guardia costiera libica ha quindi pubblicato un’immagine del recupero dei corpi, avvolti in teli bianchi, spiegando che alcuni di essi sono stati divorati dagli squali. Poche ore prima il portavoce della marina libica, il colonnello Ayub Kasem, aveva reso noto il salvataggio negli ultimi due giorni di 326 persone a bordo di diverse barche dirette verso le coste dell’Europa. Le operazioni di salvataggio sono avvenute tra giovedì e venerdì.

I barconi sono stati intercettati a circa venti miglia dalle spiagge di Al Hamza e Bulali, a ovest di Tripoli. I migranti, tra cui 63 donne e 61 bambini, sono stati trasferiti in porto, dove hanno ricevuto il primo soccorso, e poi sono stati portati in un centro di accoglienza. Le spiagge che si estendono tra Tripoli e il confine con la Tunisia sono diventate negli ultimi due anni la principale roccaforte delle organizzazioni criminali che trafficano con gli esseri umani.

Un altro naufragio è avvenuto nelle ultime ore anche nel Mar Egeo: un bambino di 10 anni di nazionalità afgana è morto venerdì in un barcone al largo dell’isola di Lesbo, nel Mar Egeo, mentre altre 65 persone sono state salvate. Il ragazzo, i suoi genitori e due sorelle più giovani erano stipati sull’imbarcazione con altri migranti che attraversavano il Mediterraneo dalla Turchia alla Grecia. Molto probabilmente il bambino è stato calpestato dagli altri passeggeri in preda al panico dopo aver avvistato una nave della guardia costiera greca. I migranti, secondo quanto ricostruito, pensavano che la nave in avvicinamento fosse turca e temevano di essere riportati in Turchia. Il ragazzo è stato portato privo di sensi all’ospedale di Mitilene, capitale di Lesbo, ma è morto a causa delle ferite. La madre ha cercato di gettarsi in mare, ma è stata salvata dagli ufficiali della Guardia costiera greca.

Proprio oggi il ministro dell’Interno Marco Minniti è stato in visita a Pozzallo all’interno di una struttura di prima accoglienza. “Dobbiamo sconfiggere il traffico illegale dei migranti e il Paese in questo senso deve essere unito – ha detto – Dobbiamo puntare a costruire corridoi umanitari per dare una speranza a questi uomini che fuggono dai loro Paesi”. Dal palco della Leopolda il responsabile del Viminale dice: “Il futuro non è di chi costruisce muri ma di chi costruisce ponti, come diceva Giorgio La Pira. Una grande democrazia governa innanzitutto i flussi migratori. Noi dobbiamo sconfiggere il traffico illegale di esseri umani, che sono il nostro nemico principale. Il primo nostro nemico sono i trafficanti di esseri umani. Non consegnare le chiavi delle nostre democrazie ai trafficanti ma governare i flussi: questo è l’obiettivo che ci siamo dati”. Secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, oltre 161mila migranti sono riusciti ad attraversare il Mediterraneo quest’anno, mentre quasi 3mila sono scomparsi in mare.