Si è poco parlato della approvazione da parte del Senato dell’emendamento proposto dalla senatrice Simona Vicari. Suddetto emendamento- diciamolo chiaramente- porta la vendita delle sigarette elettroniche e della nicotina sotto lo strettissimo controllo dello Stato per il tramite del monopolio.

Nel silenzio assordante dei media aziendali, in molti si stanno mobilitando in modo da impedire di monopolizzare un settore importante dell’economia, il solo, peraltro, in grado di scalzare il primato del tabacco combusto. Il già menzionato emendamento, secondo me, rischia di finire non per tutelare lo Stato nazionale (cosa che sarebbe di per sé encomiabile), bensì per favorire apertamente le multinazionali del tabacco nel promuovere i loro prodotti per la riduzione dei danni connessi con il consumo di tabacco come i riscaldatori di tabacco.

Occorre evitare, in nome dell’interesse nazionale, che lo “svapo” decada a questione puramente economica. Deve, al contrario, rimanere un’alternativa al tabacco combusto. Una alternativa che – giova rammemorarlo – ha aiutato milioni di persone ad affrancarsi dalla schiavitù del tabagismo. Perché nessuno ne parla?

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