Si è poco parlato della approvazione da parte del Senato dell’emendamento proposto dalla senatrice Simona Vicari. Suddetto emendamento- diciamolo chiaramente- porta la vendita delle sigarette elettroniche e della nicotina sotto lo strettissimo controllo dello Stato per il tramite del monopolio.

Nel silenzio assordante dei media aziendali, in molti si stanno mobilitando in modo da impedire di monopolizzare un settore importante dell’economia, il solo, peraltro, in grado di scalzare il primato del tabacco combusto. Il già menzionato emendamento, secondo me, rischia di finire non per tutelare lo Stato nazionale (cosa che sarebbe di per sé encomiabile), bensì per favorire apertamente le multinazionali del tabacco nel promuovere i loro prodotti per la riduzione dei danni connessi con il consumo di tabacco come i riscaldatori di tabacco.

Occorre evitare, in nome dell’interesse nazionale, che lo “svapo” decada a questione puramente economica. Deve, al contrario, rimanere un’alternativa al tabacco combusto. Una alternativa che – giova rammemorarlo – ha aiutato milioni di persone ad affrancarsi dalla schiavitù del tabagismo. Perché nessuno ne parla?

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Povertà, l’allarme della Caritas: “Senza interventi sull’occupazione, nel 2030 giovani indipendenti a 48 anni”

next
Articolo Successivo

Crisi d’impresa e insolvenza, cosa cambia con la riforma del diritto fallimentare

next