Continua la saga della sede di Fdi-An a Colle Oppio, sgomberata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi per morosità. Il 17 novembre i Vigili urbani di Roma Capitale hanno messo sotto sequestro la struttura dopo aver trovato una bacheca nel cortile con una targa con il nome del parlamentare e le serrature sostituite. Gli agenti hanno quindi fatto un’informativa all’autorità giudiziaria. Secondo il deputato M5s Vittorio Ferraresi, si è trattata di una reazione alla richiesta di documentazione da parte della giunta per le autorizzazione della Camera dopo che Rampelli stesso aveva dichiarato che si trattava di suo domicilio parlamentare. “Sono letteralmente allibito”, ha dichiarato Ferraresi, “non credevo potesse mai succedere una cosa del genere”. La ricostruzione è stata però smentita da Rampelli.

Il deputato di Fdi, interpellato da ilfattoquotidiano.it a margine della chiusura della campagna elettorale e Ostia si è difeso: “Sono 30 anni che ho il mio ufficio territoriale nella sede di Colle Oppio. Ci sono nato a Colle Oppio. Ho fatto il consigliere circoscrizionale quando ancora non c’erano i municipi appoggiandomi alla sede – di cui continuo ad essere iscritto – di Colle Oppio. Ho fatto il consigliere comunale e quello regionale, ricevendo le persone a Colle Oppio”. Ma la targa c’è sempre stata? “Non ho idea di cosa si stia parlando perché mi sto occupando di altro. Di che targa parliamo? È il mio ufficio territoriale, non è il mio ufficio parlamentare perché il mio ufficio parlamentare ce l’ho in Parlamento”. Quella sede “è stata già sequestrata dal Campidoglio a inizio novembre. Da quel giorno non abbiamo più potuto disporne e nessuno, per quanto ci riguarda, ci è più entrato. Mi auguro che nessuno abbia trasformato o stia per trasformare la nostra sede in un dormitorio – Raggi non sa che in quella zona si spaccia e ci sono i senza fissa dimora lì, che dormono anche sul tetto della sede. È lei che deve rispondere di quello che sta facendo da quando ha sequestrato la sede”. Ma la targa era lì da prima? “Non ho idea di quello che mi dice. Non ho mai avuto una targa fissa, in ottone o marmo. Avevo una targa che all’occorrenza veniva presa e messa fuori dalla porta per indicare che c’era in ufficio un parlamentare. Non so se ci si riferisce a quella”. La giunta per le autorizzazioni, ha proseguito Rampelli, “ha chiesto – o chiederà, se non lo ha fatto – al Campidoglio i documenti del caso. A me non ha chiesto nulla. Se me lo chiedono, li vado a esibire”. “Ho già detto che Virginia Raggi, per quanto ci riguarda, è denunciata per diffamazione, perché ha detto che noi non abbiamo pagato l’affitto – ed è falso –  per abuso d’ufficio, perché ha fatto un’irruzione vera e propria, e per violazione di domicilio: non ha neanche avuto la cortesia di chiedere a qualcuno di noi di essere presente. Negli anni ‘70 non si sarebbe mai verificata una circostanza come questa. Buon senso avrebbe voluto che una persona di Fratelli d’Italia fosse presente”. Se la sindaca “fosse stata in buona fede,avrebbe potuto avvicinare Giorgia Meloni, consigliera in Campidoglio, e dirle ‘guarda, a me risulta che non avete pagato le bollette. Quindi ti do questo avviso altrimenti mi tocca provvedere’. O non ha avuto buon senso o ha fatto un intervento a gamba tesa orientato anche a questa campagna elettorale”.