Intesa forse sì, forse no e comunque dipende. Continuano le mediazioni a sinistra per mettere d’accordo i vari attori oltre (e compreso) il Pd. C’è ad esempio Romano Prodi, invocato come garante dell’intesa e strattonato da più parti, che dà la benedizione ma specifica che non ci saranno liste con il suo nome o quello dell’Ulivo. Poi il “mediatore” Piero Fassino che vede Giuliano Pisapia che lascia intravedere segnali di pace, ma chiede cambi di rotta (improbabili). Mdp che osserva da lontano, è tentata, ma non cede. Mentre Matteo Renzi incassa le buone parole dell’ex premier Prodi e intanto ricorda che nella coalizione ci sarà “uguale dignità per tutti”, e che ci saranno forze di centro e di sinistra. Che significa tante cose, e probabilmente anche un’apertura a componenti che di sicuro a fatica potrebbero dialogare con altre. Insomma è l’ennesima giornata di caos, proprio mentre da Milano Giorgio Gori prova a lanciare la sua campagna elettorale per le Regionali al suono di uno slogan alla Rovazzi “Andiamo a cominciare” e senza al suo fianco la carta pesante di Renzi.

In serata sono arrivate le parole di Romano Prodi che, alla vigilia del suo viaggio in Usa, ha voluto specificare: “Non vi sarà nessuna lista intestata a Romano Prodi o all’Ulivo”, si legge nella nota del suo ufficio stampa dopo giorni di retroscena sui giornali. “La preoccupazione del presidente Prodi è allargare e tenere insieme un campo largo di centrosinistra. Questa è stata la prospettiva e il senso degli incontri che in questi giorni si sono svolti tra il Presidente e Piero Fassino, Giuliano Pisapia e con altri interlocutori del centrosinistra. In questo contesto, prima di partire per gli Stati Uniti, il Presidente ha avuto un lungo e cordiale colloquio con Matteo Renzi”. Renzi gli ha risposto poco dopo nella sua enews, con un messaggio che suona distensivo, ma pure di chiusura per le componenti di sinistra che non vogliono saperne dei centristi: “La coalizione di centrosinistra”, ha scritto, “alla quale stiamo lavorando – con il generoso contributo di tutti – dovrà garantire eguale dignità a tutti i componenti. Penso di poter dire che avremo una coalizione di qualità, con presenze significative sia alla nostra sinistra che al centro e che saremo competitivi praticamente in tutti i collegi”.

Proprio l’ex sindaco di Milano Pisapia oggi, ha dichiarato che un segnale di cambiamento è possibile già nella prossima finanziaria: “Abbiamo avuto un incontro molto positivo”, ha detto riferendosi al colloquio con Fassino, “chiaramente ora bisogna lavorare. Abbiamo fatto delle richieste pubblicamente, la prossima o forse già questa settimana inizierà un percorso comune programmatico ma non solo. Il nuovo centrosinistra e la possibilità di cambiare il Paese parte già dalla legge finanziaria, già lì bisogna dare un segnale forte di un cambio di rotta“. Pisapia non è stato in disparte oggi, ma anzi ha scelto di farsi vedere pubblicamente durante uno degli appuntamenti più importanti per la campagna elettorale delle Regionali in Lombardia: la convention per Giorgio Gori. E da quel palco ha dichiarato: “Questa mattina mi ha chiamato il professore Prodi per dirmi di andare avanti nel tentativo di unire il centrosinistra. Lo dico perché mi ha autorizzato a dirlo. Siamo in un momento difficile, un momento di divisioni. E voglio fare ancora un appello a Mdp e a tutte le forze moderate e progressiste di ritornare a stare insieme”. Pisapia ha anche parlato di “un garante dell’accordo“, che verrà istituito “se si farà come molti auspicano una coalizione ampia e aperta”.

All’incontro con Pisapia era presente anche il vicesegretario dem Maurizio Martina. “Abbiamo parlato”, ha detto, “di una serie di scelte. Certamente abbiamo ribadito l’importanza di alcuni passaggi: Ius soli, biotestamento, in generale l’impegno sui diritti che ci vede sostanzialmente fianco a fianco da sempre”. Martina ha evidenziato come, insieme a Pisapia, si sia “iniziato ad approfondire alcuni aspetti di carattere programmatico”: “E poi”, ha concluso, “abbiamo ragionato insieme di come sia giusto costruire un centrosinistra aperto, plurale, dove tutti possono dare un contributo positivo all’alternativa alla destra e al M5s”.