Un problema simile a quello incontrato dai lavoratori dell’ex Irisbus di Flumeri, in Irpinia, e della bolognese BredaMenarinibus, confluite nell’Industria Italiana AutobusLa storia degli operai campani ed emiliani ha radici che affondano in anni precedenti al governo Renzi. “Sono stato qui cinque anni fa e avevamo preso impegni reciproci per riattivare le linee di produzione. Questa mattina ho viaggiato su uno dei modelli che avete preparato negli ultimi mesi. Come governo abbiamo incentivato il rinnovo degli autobus urbani”, ha detto il segretario del Pd visitando lo stabilimento nella Valle Ufita durante il viaggio di Destinazione Italia. La linea è effettivamente ripartita, il peggio pare alle spalle. Ma – secondo i numeri forniti dalla Fiom Cgil – dei 293 dipendenti campani al momento in fabbrica ne sono rientrati appena 70. Il resto è ancora in cassa integrazione. Lavora invece lo stabilimento bolognese, grazie ad alcune commesse della Regione Emilia Romagna. “Il cronoprogramma è saltato. C’è una responsabilità oggettiva di istituzioni e impresa – accusa il responsabile automotive della Fiom Michele De Palma – Abbiamo know-how e manodopera specializzata, ma manca il mercato, nonostante i 4 miliardi promessi dal ministro Delrio per permettere il rinnovo del parco autobus delle aziende locali di trasporto pubblico”. Le prime gare bandite, raccontano i sindacati, sono però state in buona parte vinte da Mercedes-Benz.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Sole 24 Ore, al via la ricapitalizzazione. Ma Confindustria sa già che potrebbe non bastare

prev
Articolo Successivo

Legge di Bilancio, altri salvagente per le grandi aziende in crisi. Così continuano a pagare i contribuenti

next