“Gli eroi, di solito, salvano le città e i popoli. Giovanni Falcone, invece, ci ha insegnato che ci dobbiamo salvare da soli. Attraverso la legalità e il rispetto delle norme”. Angelo Di Liberto è palermitano come il magistrato ucciso dalla mafia nel ’92. Per il suo esordio nel mondo della letteratura ha voluto raccontare la storia di Falcone. O, meglio, l’ha voluta raccontare ai più piccoli, “per restituire un bambino ai bambini”. Il suo libro, Il bambino Giovanni Falcone – Un ricordo d’infanziaè uno dei tanti volumi protagonisti di #ioleggoperchéla più grande iniziativa nazionale di promozione della lettura di cui Il Fatto Quotidiano è media supporter. L’appuntamento con l’autore è per venerdì 27 ottobre dalle 10 alle 12 a Milano, al Mondadori Bookstore di via Ettore Ponti, insieme agli alunni dell’Istituto comprensivo Ilaria Alpi.

Il libro di Di Liberto è ambientato nella Palermo del ’46. Giovanni Falcone ha 7 anni ed è un bambino curioso, con la passione per i tre moschettieri, e con quelle qualità che l’avrebbero fatto emergere nella carriera giuridica. “Educazione alla legalità, rispetto per le istituzioni, amor patriae: in Falcone bambino c’era già tutto – spiega Di Liberto – e tuttavia la sua infanzia è una parte ancora inedita della sua storia”. Lui si è fatto aiutare a ricostruirla dalle sorelle del giudice, Anna e Maria Falcone, che gli hanno mostrato lettere e fotografie originali e che l’hanno guidato alla scoperta dei luoghi simbolo della loro famiglia. “I valori di ciascuno si coltivano fin da piccoli – continua l’autore – e per Giovanni Falcone la famiglia è stata un terreno fertilissimo in cui crescere”.

Di Liberto, fondatore del gruppo di lettori consapevoli “Billy, il Vizio di Leggere”, è al suo primo libro (“Cominciare parlando di Falcone, che è il mio modello di vita, è come un augurio a me stesso”), ma Il bambino Giovanni Falcone si è già guadagnato due adattamenti: uno teatrale e uno cinematografico (finanziato anche dalla Rai), entrambi in uscita a marzo. “Il mio obiettivo è la trasversalità, arrivare a tutti – spiega lo scrittore – soprattutto a chi è nato dopo il ’92 e non ha conosciuto direttamente il magistrato”.

In prima fila alla presentazione del 27 ottobre, quindi, ci saranno i trecento ragazzi della scuola media Ilaria Alpi di Milano. Obiettivo di #ioleggoperché, infatti, è di donare libri alle scuole. Arrivata alla sua terza edizione, l’iniziativa organizzata dall’Associazione editori italiani prevede il gemellaggio tra scuole e librerie: durante i nove giorni di eventi, dal 21 al 29 ottobre, è possibile regalare libri alle biblioteche scolastiche, anche seguendo i suggerimenti di titoli forniti dagli istituti stessi. A raccogliere i volumi donati saranno i messaggeri, i volontari presenti alle iniziative di #ioleggoperché che consegneranno poi i libri alle scuole. Tutti gli eventi sono pubblicati sul sito della manifestazione.