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Diritto di cittadinanza, Lupi apre al Pd sullo Ius culturae: “Se i dem volessero sarebbe approvato al 100%”

Diritto di cittadinanza, Lupi apre al Pd sullo Ius culturae: “Se i dem volessero sarebbe approvato al 100%”
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No allo Ius soli, sì convinto allo Ius culturae. Con una postilla: “Se il Pd lo volesse”. Parola del coordinatore nazionale di Alternativa Popolare Maurizio Lupi, che nel corso di una conferenza stampa nella sede del suo partito ha confermato la linea di Ap. Con parole chiare: “Se il Pd volesse sarebbe approvata al 100% alla Camera e al Senato: si chiama lo ius culturae” ha detto, ribadendo ancora una volta la contrarietà allo Ius soli, anche temperato. Lupi comunque ha sottolineato di ritenere difficile che le misure sullo Ius soli possano essere calendarizzate prima dell’esame della legge di bilancio e del decreto fiscale in Senato: “Il calendario del Senato è chiaro e chiare le priorità della maggioranza“.

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di Alberto Sofia

La presa di posizione dell’ex ministro ha preso spunto dall’emendamento nella Legge di Bilancio in favore della formazione di basket Tam Tam di Castel Volturno, formata solo da giovani immigrati e che non può disputare i campionati giovanili. La norma, ha detto Lupi, “non fa riferimento a chi nasce sul nostro territorio, ma alle persone che hanno studiato nel nostro territorio, che hanno frequentato un ciclo scolastico e che quindi possono iscriversi – ha spiegato – Cosa che se il Pd volesse sarebbe approvata al cento per cento dei voti dei Gruppi parlamentari, si chiama ius culturae”. Di legge di cittadinanza, ha però aggiunto il coordinatore di Ap, si potrà comunque parlare al Senato solo da metà novembre in poi, dopo l’approvazione del decreto fiscale, della legge elettorale e della legge di Bilancio.

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