Cosa significa la guida autonoma per le “supercar”? In un futuro senza volante, ci si può ben domandare cosa potrà restare di Ferrari, Bugatti, Lamborghini e altri produttori di automobili ad alte prestazioni, concepite espressamente sull’emozione di un’esperienza di guida unica. Eppure, si scopre che i produttori di questi generi molto esclusivi di automobili stanno, in realtà, seguendo da vicino l’evoluzione tecnologica in chiave di automazione. La vogliono impiegare, eccome, a bordo delle loro Gran Turismo, ma in un’ottica totalmente rovesciata, come illustra tra gli altri media americani, il portale Wired: servirà per mostrare al cliente tutto il potenziale dell’auto che guida, aiutandolo a migliorare le sue capacità al volante in modo del tutto sicuro e consapevole.

Nelle parole del direttore del design alla McLaren, Frank Stephenson, l’utilizzo futuro della tecnologia di guida autonoma è ancora più esplicito: “Le nostre auto saranno in grado di seguire la pista alla giusta velocità, al regime più corretto e con la marcia migliore, seguendo la traiettoria più efficace. Il conducente imparerà attraverso la sua auto, che saprà mostrargli il modo migliore di guidare. Il cliente potrà prendere il controllo in ogni momento, ma in caso di errore, l’auto potrà intervenire”.

Questa visione è condivisa altrove. Come ad esempio in Lamborghini. In un’intervista proprio a Wired, l’ingegnere capo di Lamborghini Maurizio Reggiani spiega come “l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare usando i computer per mantenere il conducente al sicuro, mentre la vettura ti mostra fino a quale soglia puoi arrivare ad impiegarla, iniziando a divertirti, in una condizione dove non si avrà mai paura della velocità e del ritmo. E’ come avere un tutor personale, infinitamente più puntuale”.

Il vero cruccio di Lamborghini (che nella Silicon Valley californiana dove nascono le tecnologie di ausilio alla guida del futuro è in missione di scoperta), Ferrari ed altre marche specializzate in “supercar” è, infatti, che pochi dei loro clienti sono in grado di gestire le alte prestazioni. Chi osa sempre, con poca paura, incappa in incidenti frequenti, mentre le persone caute finiscono col non poter mai sperimentare realmente tutto il potenziale di un’auto che hanno pagato centinaia di migliaia di euro. Sarà possibile in futuro, col “tutor” robottizzato?

 

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