Gli ‘haters’ in rete? Bisogna stanarli. Io ho sempre detto che noi giornalisti non possiamo pensare di stare sulla torre d’avorio con l’informazione ufficiale, mentre ormai le idee e i commenti si incrociano sui social. Bisogna andare e combattere”. Così il direttore del TgLa7, Enrico Mentana, ospite de L’Aria che Tira (La7), risponde a Myrta Merlino sul carisma iconico che riveste su Facebook, per la sua nota abitudine a replicare ai provocatori 2.0, donde il nome di una pagina a lui dedicata, “Enrico Mentana blasta la gggente”. Viene mostrato il post di Matteo Camiciottoli, sindaco di Pontinvrea (Savona), il quale, in riferimento a uno dei stupratori di Rimini, Guerlin Butungu, ha scritto la scorsa settimana: “Potremmo dargli gli arresti domiciliari a casa della Boldrini magari gli mette il sorriso, che ne pensate?”. Mentana lo ha definito “cretino” proprio sul social, motivo per cui Camiciottoli ha annunciato querela nei suoi confronti. “Ovviamente non è che passo il tempo a insultare le persone, ci mancherebbe altro” – puntualizza il giornalista – “Scrivo quello che penso, rispondo alle persone che fanno domande civili, ma a quelli che vogliono instillare l’odio e scrivono fesserie, evidentemente perché sono avvelenatori di pozzi, bisogna rispondere a tono. Peraltro questi sono gli stessi che ti vogliono dare una sberla, nascondendo la mano, e se tu gli restituisci la sberla, si mettono a frignare, chiedendoti come ti permetti”. E chiosa: ” C’è, insomma, un doppio standard: noi possiamo giustamente essere criticati su tutto, però abbiamo anche il diritto di rispondere e di dire la nostra. La forza delle idee, in un confronto, non sta nello stare zitti, ma nel proporre le proprie

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