Tinto Brass si sposa. A 84 anni il regista ha deciso di unirsi in matrimonio con Caterina Varzi, che di anni ne ha 56 e dal maggio 2010 e la sua assistente. E’ stata Caterina, racconta Tinto in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, a farlo “rinascere” dopo l’ictus che l’ha colpito nel 2010: “Mi ha riportato alla vita e alla memoria quando ero finito e pensavo di buttarmi già della finestra dell’ospedale”. Il matrimonio, dice il regista di culto del cinema erotico italiano, si celebrerà il 3 agosto: “Solo quattro testimoni e noi”. Nozze d’amore, di passione ma anche di “conclusione”: Quando non sarò più in grado di badare e me stesso, Caterina sceglierà per me la cosa giusta. Le consegno la chiave della mia vita sicuro che la girerà al momento giusto”, dice Brass riferendosi all’eutanasia. “Voglio essere libero di decidere come morire, prima di perdere la dignità…”. Nella lunga chiacchierata con Andrea Pasqualetto c’è spazio anche per ricordare la moglie, “Tinta” (Carla Cipriani, scomparsa nel 2006), con la quale il regista racconta di aver avuto un rapporto di “complicità totale, nella vita, nel cinema, nel sesso”. Qualche parola anche per le attrici dei suoi film, con alcune delle quali confessa di aver avuto rapporti: “Ma non dirò con chi, non è bello”. E a proposito di donne con le quali avrebbe voluto lavorare, Tinto tira fuori il nome che non ti aspetti: “Hanno rifiutato le mie proposte Sofia Loren, Monica Belluci. Ma anche donne che non erano attrici, Loredana Bertè, Carmen Llera, Alba Parietti… Ah, avrei voluto anche la Parodi“. Per quale ruolo non lo ricorda ma “era una sua fissa. Lei che legge il tg, la gonna, le gambe, poco altro”.

 

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Mamma ho perso l’aereo, morto John Heard, “il papà” del film cult anni ’90

prev
Articolo Successivo

William e Harry, il racconto dell’ultima telefonata con Diana: “Un ricordo duro da affrontare”

next