Le frane e le esondazioni che hanno colpito la provincia di Putumayo, nel sudovest della Colombia, e in particolare la cittadina di Mocoa, hanno ucciso quasi 200 persone. E ne hanno ferite altre 200, di cui 22 sono in gravi condizioni. Lo ha annunciato il presidente Juan Manuel Santos, che ha chiesto anche di “evitare speculazioni” sul numero di dispersi, stimati in 220 dalla Croce Rossa nel bollettino di sabato sera.

Le intense piogge dei giorni scorsi hanno causato lo straripamento di tre fiumi, tra cui il Mocoa e San Boyaco, e intorno alla mezzanotte di venerdì la città di Mocoa (a 480 chilometri da Bogotà) è stata travolta da una massa di acqua e fango che ha distrutto le case e spazzato via due ponti. Molti dei residenti non hanno avuto il tempo di salire in cima alla loro case o sui tetti per ripararsi dalla violenza della natura, e sono stati travolti. Testimoni hanno raccontato di edifici che ondeggiavano, mentre altri hanno postato video sui social network con scene di distruzione, pezzi di legno e detriti per strada. Il presidente ha dichiarato lo stato di calamità e ordinato il dispiegamento delle forze armate per rispondere all’emergenza. Sorrel Aroca, governatore della provincia di Putumayo, ha detto che “centinaia di famiglie” sono disperse e che “mancano interi quartieri” (17 sono stati colpiti dalla frana). La città di Mocoa è “totalmente isolata” e senza elettricità né acqua, ha spiegato il sindaco Jose Antonio Sanchez. “La mia casa è distrutta, il fango è quasi al tetto”, ha aggiunto.

Nella notte i soccorritori hanno dovuto sospendere le ricerche dei dispersi a causa della mancanza di corrente elettrica. La maggior parte dei feriti è comunque stata trasportata negli ospedali delle città vicine. “Ci sono molte persone che cercano i loro parenti”, ha spiegato Oscar Forero, un portavoce della Croce Rossa colombiana. Il quotidiano locale Caracol Radio scrive che “la situazione nella città di Mocoa, colpita da una valanga di fango dopo lo straripamento di tre fiumi, è devastante“. La città, che conta circa 40mila abitanti, si trova nel mezzo della foresta nella regione amazzonica ed è collegata al resto del Paese solo per via aerea e tramite una precaria strada.

Putumayo è al confine tra l’Ecuador ed il Perù. E proprio in quest’ultimo Paese dall’inizio dell’anno almeno 90 persone hanno perso la vita per le forti piogge, che anche in questo caso hanno causato valanghe e inondazioni. Stando all’agenzia meteorologica locale, marzo è stato il mese più piovoso dal 2011.

Il Fatto Internazionale - Le notizie internazionali dalle principali capitali e il dossier di Mediapart

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Venezuela, marcia indietro della corte suprema: poteri costituzionali tornano al Parlamento

next
Articolo Successivo

Colombia, l’impressionante colata di acqua e fango che ha fatto centinaia di vittime a Mocoa

next