“Con la Lega e l’Enf condivido in pieno la battaglia contro l’euro e per una nuova Europa“. A parlare è Marco Zanni, europarlamentare pentastellato che da ieri è passato all’Enf, l’eurogruppo di cui fanno parte i partiti di Matteo Salvini e Marine Le Pen, intervistato dal Corriere della Sera. Un passaggio molto gradito proprio al leader del Carroccio  che, parlando questa mattina a Radio Cusano Campus, si è detto “assolutamente felice” del fatto che l’europarlamentare abbia “ritenuto di poter proseguire la sua battaglia con coerenza nel gruppo di cui fa parte la Lega”. Poi, Salvini ha attaccato i M5S: “Da parte loro vedo e sento molto disorientamento, pensavo fossero nostri alleati nella battaglia contro questa Europa e contro questo Euro, poi hanno provato a entrare nel gruppo più europeista che ci sia, ma li hanno cacciati fuori prima ancora che entrassero”.

Zanni, trentanni, laurea alla Bocconi in gestione aziendale e una breve esperienza alla banca Banca Imi, spiega di aver lasciato il Movimento perché “non è più credibile nel portare avanti le battaglie contro euro e l’Unione Europea”. Dopo la Brexit i Cinque stelle hanno avuto un cambio di rotta, spiega Zanni, “volevano darsi un vestito più moderato per rimanere in Europa e l’Euro”. Il passaggio in Alde, poi, è stato “portato avanti da David Borrelli“. Se fosse andata in porto – continua parlando al quotidiano di via Solferino – “avrebbe controllato il M5S in Unione Europea”. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso perché già dopo il voto in Gran Bretagna l’europarlamentare lombardo era stato invitato a commentare la Brexit in tv ma fu “sostituito da Borrelli proprio per attenuare le mie posizioni anti euro. Già allora avevo pensato di lasciare”.

Per Zanni “c’è una mancanza di fiducia nei confronti di noi deputati”. Infatti, spiega, il passaggio in Alde “ha mostrato ancora una volta la mancanza di democrazia interna” questo perché i vertici hanno mantenuto una “struttura feudale” attraverso un “blog che indirizza le scelte”. Ma questo non è compatibile con il loro bacino di voti: “non possono scegliere in 40mila se hai milioni di elettori”.

L’europarlamentare, poi, ha raccontato sempre al Corsera che per il futuro sogna di unificare “un fronte antieuro da sinistra a destra e, con l’economista Claudio Borghi, presentarlo alle politiche”. E sulla penale di 250mila Zanni è netto: “Non è un problema se intendono dare il la alla cosa, agirò di conseguenza. La mia è una svolta di coscienza”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

SALVIMAIO

di Andrea Scanzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

M5s, l’eurodeputato di Ukip Finch: “Crisi risolta con i 5 stelle. Saranno loro i nostri eredi alla guida degli euroscettici”

next
Articolo Successivo

Roma, gli assessori di Grillo e Casaleggio e la ‘supervisione’ di Bonafede e Fraccaro: il nuovo corso della giunta Raggi

next