Virginia Raggi e Chiara Appendino a Roma e Torino, ma anche Luigi De Magistris a Napoli non avranno la maggioranza in Consiglio metropolitano. Soltanto Beppe Sala a Milano e Virginio Merola a Bologna potranno contare sulle proprie forze per governare i nuovi enti locali voluti dalla Legge Delrio. La tornata di elezioni delle città metropolitane che lo scorso giugno hanno cambiato amministrazione consegna un risultato positivo soprattutto per il Partito Democratico: le liste del centrosinistra confermano la maggioranza a Milano e Bologna, ma risultano le più votate anche a Torino, e saranno decisive a Roma e Napoli. Qui, invece, i numeri in Consiglio metropolitano saranno diversi da quelli in Comune.

ROMA: “ANATRA ZOPPA” PER LA RAGGI – In base a quanto previsto dalla Legge Delrio, ieri Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna erano chiamate ad eleggere gli organi delle rispettive Città metropolitane, la cui presidenza spetta di diritto al sindaco del capoluogo. Un’elezione indiretta, visto che a votare non erano i cittadini ma gli stessi consiglieri e sindaci nominati alle ultime amministrative. E sicuramente i criteri di voto non hanno premiato il Movimento 5 stelle nella Capitale, dove lo scorso giugno aveva vinto al ballottaggio con un consenso molto ampio, ma non potrà contare sulla maggioranza in Consiglio metropolitano. A Roma il M5s ha guadagnato 9 seggi, un dato di poco inferiore anche alle previsioni che le assegnavano 10 consiglieri. Infatti Lorenza Bonaccorsi, deputata e presidente del Pd Lazio, parla di “sonora sconfitta del M5s”, e Stefano Pedica di “effetto Raggi sulle elezioni”. Ma Marcello De Vito, già presidente d’assemblea in Campidoglio ed eletto anche in Consiglio, ribatte che “il Movimento entra con 9 consiglieri dai 2 precedenti”. Sul risultato ha influito la scarsa affluenza alle urne, mentre il centrosinistra (unito sotto la lista “Le città della metropoli”) è riuscito a mobilitare il 94% dei propri consiglieri e conquistare 8 seggi, solo uno in meno del Movimento 5 stelle. Sette posti vanno anche a “Territorio protagonista”, la coalizione di centrodestra con Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con Salvini. Una difficoltà in più, quindi, per Virginia Raggi, che almeno in Consiglio metropolitano dovrà scendere a compromessi con l’opposizione. “Governeremo, governeremo sui temi”, ha dichiarato la sindaca.

TORINO: APPENDINO SOTTO AL PD – Stessa situazione, con numeri anche inferiori, per Chiara Appendino a Torino, dove il Movimento 5 Stelle non è neanche la prima lista in Consiglio, visto che “Città di città”, la coalizione di centrosinistra guidata dal Pd, conquista 8 posti, uno in più del M5s. I consiglieri eletti del Movimento possono comunque esultare per “essere passati dai 2 seggi della precedente amministrazione ai 7 attuali: ci assumeremo la responsabilità di governare, individuando come priorità il funzionamento di un ente penalizzato da una legge che non garantisce la rappresentanza diretta e da un quadro finanziario che non consente una certezza di risorse per erogare i servizi essenziali”, spiegano in una nota congiunta. Gli altri tre posti vanno alla lista di centrodestra “Civica per il territorio”. Situazione simile anche a Napoli per Luigi De Magistris, che con la sua lista indipendente ha conquistato 9 seggi: seguono il Pd con 7, Forza Italia con 5, e un posto a testa per M5s, Napoli Popolare e Noi Sud. Anche qui il primo cittadino guadagna quattro posti rispetto alla precedente tornata (a scapito di centrosinistra e centrodestra), ma non potrà contare sulla maggioranza come accade in Comune.

MILANO E BOLOGNA: VINCE IL CENTROSINISTRA – Soltanto Beppe Sala a Milano e Virginio Merola a Bologna saranno “autosufficienti” in Consiglio metropolitano: qui infatti il Pd, associato in una lista di centrosinistra come in Lombardia o da solo come in Emilia, porta a casa rispettivamente 14 e 13 seggi, che valgono in entrambi i casi la maggioranza (ancora più larga a Bologna, dove i consiglieri sono solo 18 e non 24). Un risultato che secondo Sinistra e Libertà “conferma la buona salute del centrosinistra milanese e la volontà di proseguire in questa esperienza”. Le prossime città chiamate al voto saranno Cagliari il 23 ottobre, e Catania, Palermo e Messina a novembre.

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