“Questa è solo la punta dell’iceberg. To be continued…”. È l’avvertimento con cui il gruppo di hacker Fancy Bear’s ha iniziato a rilasciare su un’apposita piattaforma documenti riservati recuperati nei database della Wada, l’Agenzia Mondiale antidoping, ‘bucata’ negli scorsi giorni. E sono cable che scottano. Perché i primi nomi resi pubblici da Fancy Bear’s sono quelli di Simone Biles, quattro ori a Rio 2016, Serena e Venus Williams e la star della pallacanestro Elena Delle Donne. Avrebbero tutti assunto sostanze dopanti negli scorsi anni e durante le Olimpiadi dello scorso agosto, ma coperti da “l’uso terapeutico”.

Simone Biles avrebbe assunto metilfenidato e anfetamine, entrambe sotto ricetta medica. A Elena Delle Donne, invece, viene imputato l’uso di anfetamine e idrocortisone. Lunga la lista di sostanze che riguarderebbe Serena Williams, regina del tennis mondiale: gli oppiacei oxycodone e hydromophone, oltre a prednisone, prednisolone e methylprednisolone. Le autorizzazioni alle Williams – è citata anche la sorella Venus – risalgono fino a sei anni fa, mentre alcuni documenti relativi a Simone Biles, star della ginnastica, sono datati 2013 e riguardano il periodo dei mondiali. Tutto prescritto, a quanto pare, e quindi non illecito.

“Dopo aver studiato i database – annunciano gli hackers – abbiamo capito che decine di atleti erano risultati positivi alla vigilia e durante i giochi”. E infatti alcune analisi con la scritta “confidential” sono state svolte proprio durante Rio 2016. “I medagliati olimpici hanno usato regolarmente sostanze illecite giustificate da certificati di approvazione per uso terapeutico. In pratica, hanno avuto la licenza per il doping”. Secondo quanto riporta Repubblica – che per prima ha anticipato la notizia – molti dei documenti diffusi sarebbero autentici. E secondo gli hackers siamo solo all’inizio.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Calcio, “Gignac ma cosa ti mangi?”: l’attaccante francese sbaglia un gol a porta vuota

next
Articolo Successivo

Paralimpiadi Rio 2016, Federico Morlacchi vince il primo oro per l’Italia. “E’ il coronamento di tante sofferenze”

next