Mettere le mani su una best seller è sempre complicato, anche se tutto sommato con l’ultimo restyling la Clio non è cambiata più di tanto. Specie fuori, dove gli interventi si sono limitati ai gruppi ottici (a LED, dunque più potenti), ora dotati anch’essi della firma luminosa a “C” che ha debuttato sull’altro nome nobile del marchio francese, la Espace, nonché a griglie e minigonne anteriori.

Del resto, uno dei punti di forza della generazione attuale è stato proprio quel look emozionale mutuato dalla concept Dezir del 2010: la prima creatura di quel Laurens Van den Acker che giusto in quel periodo saliva sul ponte di comando del design Renault. Una sorta di manifesto, insomma, per i futuri modelli della Losanga.

Quel futuro oggi è realtà, e quelle intuizioni seducenti si sono trasformate in denaro frusciante. Sia a livello mondiale, dove le vendite della Clio di oggi (410 mila solo l’anno scorso) si sommano a quelle delle tre generazioni precedenti per un totale di ben 13 milioni di esemplari, che nel nostro Paese.

Per restare ai numeri più recenti, sono già 30 mila le Clio immatricolate nel primo semestre dell’anno in Italia. Il che ne fa la vettura straniera più venduta, roba se non altro fuori dal comune per un modello “vecchio” di quattro anni. Ma c’è di più, perché anche grazie a questi numeri l’Italia è divenuto il secondo mercato più importante al mondo, dopo quello casalingo, per Renault (e Dacia).

Il riscontro tuttavia, come detto, è globale. Al punto da spingere i vertici della casa francese a prevedere un nuovo sito produttivo da affiancare ai due (Flins in Francia e Bursa in Turchia) già esistenti: si tratta della fabbrica slovena di Novo Mesto, che attualmente produce la vecchia Clio II e le gemelle diverse Twingo e Smart ForFour. Dal prossimo anno la nuova Clio si costruirà anche lì.

Ma cos’ha di nuovo questa Clio? Degli esterni s’è parlato. Ma il punto debole erano gli interni, dove la qualità non risultava proprio eccelsa. E’ proprio lì che i tecnici francesi hanno messo mano più pesantemente, cambiando volante, leva del cambio, quadro, pannelli porte, inserti vari e sedili, ora in velluto. In più, materiali e finiture più di pregio, come ad esempio la plastica morbida e “gommata” sopra la plancia.

Non c’è, come su altri modelli, la solita messe di congegni per l’assistenza alla guida. C’è però il Park Assist, che risulta particolarmente utile per un’auto da città come questa. E poi l’infotainment, che a seconda degli allestimenti è declinato in tre sistemi multimediali diversi: R&Go, Smart-Nav e R-Link. Comunque vada, l’interazione col proprio smartphone è garantita.

Per ultimo, volutamente, abbiamo lasciato l’aspetto dinamico. Perché meccanicamente cambia poco rispetto alla vettura che ha debuttato quattro anni fa: la Clio rimane un’auto brillante e piacevole da guidare, con consumi contenuti. Solo quando si esagera con la velocità spunta fuori qualche rumore di troppo legato al fruscio aerodinamico, ma nulla di compromettente. La vera novità tra i propulsori, è l’arrivo del cambio manuale a 6 rapporti sull Energy TCe da 120 CV. Come pure sulla variante da 110 Cv del buon “vecchio” 1.5 dci a gasolio: un motore che ha fatto e continua a fare le fortune del gruppo francese.

RENAULT CLIO – LA SCHEDA

Il modello: si tratta del restyling dell’attuale generazione, la quarta, della citycar che dopo il primo semestre 2016 risulta l’auto straniera più venduta in Italia.
Dimensioni: lunghezza 4,063 metri, larghezza 1,732 metri, altezza 1,448 metri
Motore benzina: 1.2 16V 75, Energy TCe 90 ed Energy TCe 120
Motore diesel: 1.5 Energy dCi 75 cv, Energy dCi 90 cv, Energy dCi 110 cv
Prezzi: da 13.350 a 20.100 euro
Ci piace: dinamica di guida, brillantezza del motore diesel
Non ci piace: qualche fruscio aerodinamico di troppo alle alte velocità

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