Da oggi sul sito Italia.co non daremo più nessuna notizia di attentati, stragi e massacri di matrice islamica compiuti da cellule vicine a Isis o altri gruppi terroristici. Gli utenti sono liberi di commentare – come già avviene su base regolare – e postare news e link su atti di terrorismo compiuti in nome della jihad (sempre più spesso da disturbati mentali assoldati e radicalizzati in pochi giorni) in varie sezioni fisse del sito.

Ma la verità è che le notizie sul terrorismo che strabordano in tv, radio, web, social e in tutti i siti di informazione, oltre ad avere l’effetto scontato di gonfiare a dismisura la paura nei cittadini – esattamente l’obiettivo n.1 della propaganda terroristica e di coloro che se ne servono per i loro fini occulti – non modificano di una virgola la vita quotidiana di milioni di persone e delle loro famiglie.

Le news sul terrorismo, al contrario, hanno il potere di distogliere l’attenzione da altri temi molto più importanti per gli abitanti di uno stato moderno: temi economici che incidono sullo stile di vita e sul reddito di tutti noi; temi sociali che riguardano educazione, scienza, ricerca, i giovani, il futuro; senza contare un’attenta vigilanza sull’operato di governo e parlamento, azione ormai passata (per la massa) in secondo piano. I media non devono smettere di perseguire il loro obiettivo principale: avere nella società una funzione di contropotere.

Su Italia.co pubblicheremo di volta in volta commenti e opinioni sul terrorismo – soprattutto segnalati dai nostri attenti lettori, a cui nulla sfugge – ma è ora di dire basta, senza se e senza ma, allo stillicidio indistinto di notizie il cui obiettivo indotto è fare da megafono ai terroristi e ai loro mandanti, veicolando e amplificando atti e immagini di morte e distruzione, che sconquassano la convivenza civile e ci derubano del futuro.

Una valutazione di semplice buon senso sul comportamento dei grandi media controllati dai “poteri forti” induce a far pensare che il terrorismo islamico di marca Isis faccia assai comodo a chi appartiene – quasi sempre indegnamente – al famoso 1% della popolazione, i padroni del mondo; mentre tutti gli altri – tutti gli altri – si affannano e si disperano in basso agitandosi insicuri e nervosi.

Basta, è ora di chiamare il bluff di questi bastardi.

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