Le chiamano Dee di Vita. Un po’ perché, con la loro forza, hanno riscoperto quel sorriso e quella tenacia che la malattia e la chemioterapia sembravano avergli tolto. E un po’ perché, in questo cammino verso la guarigione, sono state accompagnate da un team di medici ed esperti che hanno fatto conoscere loro un dress code (oltre che uno stile di vita) davvero inedito: quello del turbante, che hanno chiamato, appunto, Vita.

E così Dee di Vita è diventato un progetto solidale che, grazie alla partnership tra l’azienda tessile Mantero e l’ospedale San Raffaele di Milano, verrà presentato durante la mostra fotografica “Donne conTurbanti” di Guido Taroni, alla Triennale di Milano il 10 e l’11 maggio prossimi. Le foto esposte raffigurano 16 donne che indossano il turbante Vita, in segno di una solidarietà tutta al femminile con le pazienti in cura: durante la due giorni, Dee di Vita raccoglierà fondi per sostenere il progetto Salute allo Specchio.

Quest’ultimo nasce nel 2013 grazie alla collaborazione tra l’ospedale e l’Università Vita-Salute San Raffaele: ideato dalle dottoresse Valentina Di Mattei e Giorgia Mangili, prende vita dalla consapevolezza che sia possibile, oltre che doveroso, portare le persone in cura al pieno recupero del benessere fisico e psicologico. Da qui l’idea di tenere, assieme a professionisti, volontari e psicologi, un ciclo di incontri per accompagnare le donne in terapia in un percorso personalizzato di recupero della propria femminilità. E cosa c’è di più femminile di un volto radioso? Il turbante Vita e i corsi di trucco sono così stati gli ingredienti fondamentali del progetto Salute allo Specchio, spesso accompagnato da stylist d’eccellenza.

Come Clio Zammatteo, la blogger nota come Clio Make Up, che lo scorso 5 maggio ha raggiunto da oltreoceano la struttura ospedaliera milanese per realizzare, da volontaria, un tutorial di trucco ad hoc per un pubblico davvero speciale: le donne in cura e le volontarie Avo di Salute allo Specchio. “Ho sempre creduto – ha detto la make up artist – che il make up significhi innanzitutto cura di sé. Non è semplicemente colore e moda, ma ha un potere terapeutico: ci fa sentire meglio, ha una dimensione profonda che va oltre la superficie, toccando spirito e identità di ogni donna”.

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