L’Olanda ha rotto gli indugi e, prima fra i paesi europei, ha dato inizio ad un iter legislativo che può definirsi virtuoso, visto che ha come fine ultimo il divieto di vendita per le auto con alimentazione a benzina o gasolio. Divieto che, nelle intenzioni del Partito Laburista PvdA che lo ha proposto, dovrebbe scattare nel 2025.

Il provvedimento, che ha già incassato una prima approvazione in Parlamento, è sostenuto anche dai rappresentanti dei Liberal Democratic D66, dei verdi GroenLinks e dei partiti ChristenUnie, SP e Kuzu/Ozturk. Fortemente contraria invece la destra VVD, che ha osteggiato la norma. Anche il ministro degli affari economici Kamp l’ha definita “un piano folle da realizzare, perché tra 10 anni al massimo si potrebbe ipotizzare che la quota di mercato delle elettriche cresca fino al 15%“. Reazioni contrastanti, che tuttavia non intaccano la fiducia del largo fronte del “Si” alla nuova regolamentazione.

Nel frattempo, giova ricordare che l’Olanda è una delle nazioni più attive in tema di difesa dell’ambiente. Oltre ad aver siglato un accordo con organizzazioni indipendenti per interventi eco sostenibili in tema di energia, riduzione delle emissioni di anidride carbonica e isolamento termico degli edifici, nel dicembre 2015 ha dato vita alla Zero-Emission Vehicle Alliance assieme a Germania, Regno Unito, Norvegia, British Columbia, California, Connecticut, Maryland, Massachusetts, New York, Oregon, Québec, Rhode Island e Vermont. L’obiettivo? Arrivare, entro il 2050, alla vendita esclusiva di auto a emissioni zero. Se tutto va come deve, tuttavia, l’Olanda ci arriverà molto prima. E da sola.

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