Dopo tanta attesa, finalmente al Salone di Detroit il pubblico americano guarda in faccia per la prima volta l’ibrido secondo Fiat-Chrysler. Sergio Marchionne l’aveva annunciato circa due anni fa: per soddisfare le normative antinquinamento sempre più stringenti, nel 2016 il gruppo italo-americano avrebbe messo in vendita il suo primo veicolo con doppio motore – a benzina ed elettrico – e sarebbe stato un minivan. Un genere tradizionalmente apprezzato negli States, che ultimamente soffre, come nel Vecchio Continente, di un calo di appeal: nel 2015 rappresentava circa il 3% del mercato Usa, circa 500.000 unità. Per questo FCA ha elaborato forme più filanti e ha deciso di abbandonare il classico nome Town& Country – in Europa, Chrysler/Lancia Voyager – che secondo i media americani avrebbe ricordato ai 30 e 40enni di oggi “la noiosa monovolume della mamma”. Il nuovo modello si chiama quindi Chrysler Pacifica, omaggio a un poco conosciuto modello dei primi anni 2000.

La Pacifica è lunga come la vecchia Voyager, 5,17 metri, e aggiunge, rispetto al modello precedente, l’ottavo posto, quello centrale della fila anteriore. È costruita su una nuova piattaforma e offre, oltre al classico 3.6 V6 Pentastar a benzina aspirato da 287 CV, anche la citata versione ibrida plug-in, cioè ricaricabile anche alla presa di corrente. Allo stesso V6, la Pacifica plug-in hybrid affianca un motore elettrico e una batteria agli ioni di litio da 16 kWh, che dovrebbe garantire 30 miglia (48 km) di funzionamento in elettrico e un consumo omologato in America di 80 miglia per gallone (circa 3,5 litri/100 km). La Pacifica a benzina sarà commercializzato negli Stati Uniti in primavera, seguita nella seconda metà del 2016 dalla versione plug-in. Non è ancora dato sapere se il modello arriverà anche in Europa e, se sì, con quale marchio. Ma al Salone di Ginevra di marzo FCA potrebbe sorprendere tutti annunciando un’altra ibrida, la Suv Maserati Levante.

 

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