Il presidente delle Maldive, Abdullah Yameen Abdul Gayoom, ha dichiarato lo stato di emergenza per 30 giorni. Il decreto esecutivo è stato emesso dopo la scoperta di un deposito di armi ed esplosivi che, secondo le forze di sicurezza, erano destinata a essere usate in un complotto contro la presidenza. Il sito Minivan News definisce l’annuncio del presidente in carica da novembre 2013 come una decisione “senza precedenti”. Ad annunciarlo è stato il ministero degli Esteri, citando minacce alla sicurezza nazionale alla luce dei disordini politici che si sono scatenati a seguito del sospetto di attentato.

La dichiarazione dello stato di emergenza giunge due giorni prima della manifestazione di protesta organizzata dal Partito Democratico delle Maldive, principale forza di opposizione. Nei giorni scorsi il vicepresidente Ahmed Adheeb è stato fermato con l’accusa di alto tradimento in relazione a un altro attentato che il presidente avrebbe subito a fine settembre.

La misura attuata dal governo, in base all’articolo 254 della Costituzione delle Maldive, “può comprendere la sospensione temporanea di leggi e la violazione di alcuni diritti e libertà fondamentali” dei cittadini dell’isola dell’Oceano Indiano.

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