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World Vegan Day 2015, da Roma a Firenze l’orgoglio vegano scende in piazza

Nella capitale la Lav (Lega anti vivisezione) distribuisce opuscoli che "sfatano i luoghi comuni" a partire dall'assenza di proteine nelle diete di chi decide di non mangiare carni, uova e latticini. Ma secondo Eurispes i vegani in Italia sono sempre meno: dallo 0,6% del 2014 allo 0,2% di quest'anno
World Vegan Day 2015, da Roma a Firenze l’orgoglio vegano scende in piazza
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Scegliere di dire no a carne, pesce, uova e latticini. Ma anche ai vestiti di lana, pelle, seta e ai farmaci testati sugli animali. Stili di vita che si possono riassumere in una parola: vegan. Il primo novembre, dal 1994, è la loro festa: da quando la “Vegan society” di Londra decise di istituire la giornata dell’orgoglio di chi vive rifiutando ogni forma di sfruttamento del mondo animale.

Anche in Italia l’evento è celebrato in molte città: al Tuttinfiera di Padova con la dj e scrittrice Paola Maugeri, a Settignano (Firenze) con la premiazione del miglior “Vegan chef”, mentre a Roma la Lav (Lega Anti vivisezione) in Largo Torre Argentina distribuisce una piccola guida pratica sui vantaggi della scelta vegan.

Il manuale redatto dall’associazione animalista prova a rispondere alla domanda delle domande: come si fa a vivere serenamente con così tante rinunce? Sfatando alcuni luoghi comuni, risponde la Lav. Quali? Per esempio che la dieta vegana è ipo-proteica perché, con una giusta programmazione, si può avere comunque un apporto alimentare bilanciato: basta sostituire il burro con la margarina; il latte di mucca con quello di riso o di soia. E anche se sono ancora poco conosciuti e poco gettonati, ad ogni alimento di origine animale ne corrisponde uno vegetale: mozzarelle, stracchini, maionese, ma anche hamburger, bistecche di soia e seitan.

Oltre alla scelta animalista la dieta vegana può avere degli effetti benefici per la salute: diversi studi dimostrano, infatti, che le proteine vegetali sono di gran lunga più salutari di quelle animali, perché stimolano una digestione più lenta, meno faticosa per l’organismo, permettendo di ridurre anche l’incidenza dei tumori. e proprio su quest’ultimo aspetto si riacceso il dibattito dopo la decisione dell’Oms di inserire le carni lavorate nella categoria delle sostanze più cancerogene.

Nonostante questo, secondo L’Eurispes in Italia nell’ultimo anno c’è stato un calo del 55% dei vegani: dallo 0,6% del 2014 allo 0,2% di quest’anno. E anche nel resto del mondo la tendenza è simile. Più successo ha invece la scelta meno estrema, quella vegetariana: il 5,7% degli italiani esclude dalla dieta carne, pesce e uova ma continua a mangiare latticini. Tra questi ci sono anche personaggi illustri: da Lorenzo Jovanotti, a Paolo Kessisoglu (del duo Luca e Paolo), passando per Umberto Veronesi. E anche nel mondo dello sport c’è chi è diventato un campione rinunciando a carne e derivati: Carl Lewis, vegano e uno dei più grandi velocisti di tutti tempi. E Boris Becker, tennista vegetariano vincitore di 3 Wimbledon, 2 Australian Open e 1 Us Open. Nessuno dei due ha mai avuto carenze di proteine.

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