Il più utilizzato social network del mondo, Facebook, lunedì ha raggiunto in Borsa un valore di 250 miliardi di dollari. Più del doppio dei 104,2 miliardi di quando si è quotata sul listino statunitense, nel maggio 2012. La capitalizzazione attuale ne fa la nona società dell’indice S&P 500, più grande di Wal-Mart e Procter&Gamble. Che hanno però impiegato decenni per raggiungere quella valutazione. Fino alla scorsa settimana, il gruppo che aveva superato più rapidamente i 250 miliardi di valore era stato Google, a cui erano serviti otto anni.

Secondo l’agenzia Bloomberg, le azioni della società fondata da Mark Zuckerberg sono scambiate a un prezzo pari a 87 volte i corrispondenti utili attesi, un valore pari a quasi cinque volte la media dell’S&P 500, il paniere delle aziende a maggiore capitalizzazione. L’analista Paul Sweeney, interpellato dall’agenzia, nota che “azioni con multipli così alti mostrano che il mercato crede in una crescita di lungo periodo. Gli investitori pensano che Facebook valgano più della media delle azioni del Nasdaq”, che passano di mano a un rapporto prezzi/utili di 27.

Carlo Alberto Carnevale-Maffé, professore di strategia alla Sda Bocconi School of Management, spiega il raddoppio della capitalizzazione in tre anni con il fatto che Facebook non è solo un ‘sistema operativo sociale’ con 1,2 miliardi di utenti, ma anche un enorme patrimonio di informazioni comportamentali sugli utenti e, dopo l’acquisto di WhatsApp, il più grande operatore telefonico low cost al mondo.

 

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