di Carblogger

A qualcuno non piacerà perché è un pezzo di Italia (poco conosciuto) che avrà un altro padrone: il laboratorio VisLab, spinoff dell’Università di Parma creato dal professor Alberto Broggi è stato acquistato dalla società americana Ambarella Inc. quotata al Nasdaq.

La Silicon Valley si prende quindi una parte dell’Emilia. Non una qualsiasi, ma un centro che tra i primi in Europa e nel mondo si è occupato di visione artificiale, in parole più semplici, veicoli a guida autonoma senza conducente (e non solo). Nel 2010 il team di Alberto Broggi, che conosco bene e stimo e su queste pagine ha scritto, era stato protagonista di un’impresa senza precedenti: da Parma a Shanghai con un Piaggio Porter a guida autonoma per 13 mila km. Molto prima di Google e altri. Un suo veicolo ha poi dimostrato nei mesi scorsi di muoversi per la città di Parma (video in basso) solo attraverso l’intelligenza artificiale. Sempre e solo con i (pochi) fondi dell’Università di Parma.

Ora tutto questo, per 30 milioni di dollari, finirà nelle mani degli americani che per core business si occupano di produzioni video ad alta e ultra definizione, prodotti ai quali i brevetti e le innovazioni del VisLab fanno ben comodo. I 27 ricercatori del team di Broggi e tutta l’attività resterà a Parma. Le risorse finanziarie potrebbero essere utili a sviluppare intorno al VisLab un centro europeo sull’intelligenza e visione artificiale in grado di attrarre ricercatori da tutto il mondo e generare un indotto di innovazioni e tecnologie che farebbero tanto bene al nostro Paese. Perché se da un lato, è un peccato che una eccellenza italiana passi di proprietà, dall’altro è un’ulteriore dimostrazione che l’Italia è ancora in grado di attirare capitali stranieri.

Twitter: @carblogger_it

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Volkswagen, più robot al posto degli umani

next
Articolo Successivo

Se Honda torna a fare l’Honda

next