Uno sportello contro le infiltrazioni mafiose tra i capannoni dell’Interporto di Bentivoglio, in piena zona industriale di Bologna. Dopo pochi giorni dalla maxioperazione contro la ‘ndrangheta in Emilia Romagna, la Cgil bolognese ha fatto entrare in funzione dal 31 gennaio 2015 “Infiltrazioni legali”, lo spazio riservato all’assistenza dei lavoratori della logistica per arginare la presenza tra i gangli vitali aziendali della criminalità organizzata. Sarà la Filt –Cgil in collaborazione con il comune di Bentivoglio (Bo), Libera e la Regione Emilia Romagna, a gestire lo sportello attraverso la presenza di alcuni operatori polivalenti del sindacato ogni mercoledì tra i capannoni dell’Interporto, una delle piattaforme del settore più grandi d’Europa. Un’iniziativa di sostegno ai lavoratori, per la maggior parte stranieri, costruita in uno spazio industriale, dei trasporti e della logistica che ha già visto non più di un anno fa gli scioperi dei facchini Sda, Tnt e Granarolo, tutte iniziative sindacali che hanno avuto un’unica regia: il sindacato autonomo dei Sì Cobas unito alle forze di alcuni giovani dei centri sociali bolognesi Hobo e Crash: “Tra noi e loro c’è una differenza sostanziale: noi non mettiamo mai in campo azioni illegali in modo violento e con la forza contro qualcuno, ma agiamo e lottiamo politicamente in tutti modi definiti dalla legge”, spiega al fattoquotidiano.it Alberto Ballotti della Filt Cgil. “La vicenda Granarolo poi è stato un errore clamoroso delle coop. E’ finito comunque nel luglio 2014 con l’accordo in Prefettura e l’assunzione di tutti i lavoratori che, anche se è slittata di qualche mese, ha infine prodotto dei risultati concreti”.

Il presidio permanente Filt Cgil è intitolato a Pio La Torre, il segretario del Pci siciliano ucciso dalla mafia nel 1982. “Tra i 117 arresti della maxioperazione contro la ‘ndrangheta sul territorio emiliano sono coinvolte anche figure del settore trasporti – prosegue Ballotti – è evidente che il problema delle infiltrazioni illegali è palpabile”. Nello spazio ad hoc dell’Interporto si potranno sia denunciare episodi di infiltrazioni mafiose “creando la possibilità di interventi coordinati tra Guardia di Finanza e ispettorato del lavoro”, ma anche grazie ad un contributo regionale pubblico diffondere la cultura della legalità e ‘alfabetizzare’ al tema chi lavora nel settore dei traporti: “Questo è un settore in cui le aziende ogni sei mesi cambiano nome e regole con velocità impressionante”, spiega, “lasciando debiti allo stato e ai lavoratori”. E poi ha aggiunto: “E’ in questa tipologia di imprese che normalmente si annidano le forme peggiori di sfruttamento, di negazione dei diritti, le più inaccettabili condizioni di lavoro. E fa riflettere il fatto che il governo, con il Jobs Act e con la legge di Stabilità, abbia previsto una serie di incentivi a pioggia che non solo non fanno filtro rispetto alle aziende irregolari, ma fanno in modo che a beneficiarne siano anche imprese nelle mani della criminalità organizzata”, spiega il segretario generale Cgil Emilia-Romagna, Vincenzo Colla. “Con il Jobs Act non sappiamo ancora quali sorprese effettive rischiano i lavoratori del settore – chiude Ballotti – ci sono persone che lavorano da vent’anni per la stessa ditta appaltatrice. Con queste ‘innovazioni’ legislative abbiamo il dubbio che questi dipendenti  al cambio d’appalto finiscano nella categoria dei lavoratori a tutela crescente”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Hotel chiuso per crisi, proprietari costretti a donarlo allo Stato: “Troppe tasse”

prev
Articolo Successivo

Utero affitto, prosciolti genitori accusati di aver falsificato il certificato nascita

next