Il prossimo segretario alla Difesa degli Stati Uniti è favorevole a fornire armi alle forze di Kiev nella guerra contro i separatisti filorussi, malgrado l’esplicita contrarietà della Germania, principale alleato europeo di Washington sul fronte ucraino. “Abbiamo bisogno di aiutare gli ucraini a difendersi“, ha affermato Ashton Carter, scelto da Barack Obama per gudare il Dipartimento della Difesa, nel corso di un’audizione davanti alla Commissione del Senato che deve confermare la sua nomina. Conferma che dovrebbe arrivare senza troppo problemi.

“Sono incline a fornire loro armi, comprese… armi letali“, ha affermato in maniera netta, aggiungendo però, riferisce il Washington Post, che dovrebbe consultarsi con i comandanti militari americani e gli alti funzionari ucraini, prima di raccomandare nel dettaglio che tipo di armi gli Usa dovrebbero inviare all’Ucraina. Secondo quanto ha rivelato un paio di giorni fa il New York Times, gli Usa stanno valutando la possibilità di fornire armi all’esercito di Kiev per un valore di tre miliardi di dollari, in una mossa che rischia di irritare ulteriormente Mosca, a sua volta accusata di sostenere militarmente i separatisti.

L’argomento sarà certamente anche al centro dell’incontro delle settimana prossima a Washington tra il presidente Obama e la cancelliera Angela Merkel. Tuttavia, “la cancelliera rappresenterà anche negli Usa le sue convinzioni. La Germania non consegnerà armi letali all’Ucraina, e ritiene che non sia possibile una soluzione militare del conflitto”, ha affermato Steffen Seibert, portavoce della Merkel.

Favorevole alla prospettiva è il presidente ucraino, Petro Poroshenko, che non ha “il minimo dubbio”: “la decisione di fornire armi all’Ucraina sarà presa dagli Usa, come da altri partner”, perché Kiev deve “essere in grado di difendersi”. La dichiarazione, rilanciata dall’Ap, stride tuttavia con l’ennesima strage di civili a Donetsk, roccaforte dei ribelli, e rischia di far alzare la tensione con Mosca alla vigilia di una visita ufficiale del segretario di Stato Usa John Kerry nella capitale ucraina. Secondo alcuni analisti, potrebbe essere un tentativo di forzare la mano nel dibattito, ancora aperto a Washington, sull’opportunità o meno di fornire armi letali a Kiev.

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