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‘The New Standard’, quando il jazz è improvvisato da vecchi amici

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artworks-000073891928-fgb4m6-t500x500La scelta del titolo, The New Standard, non è affatto casuale. L’intenzione, infatti, era quella di voler scrivere veri e propri nuovi standard jazz, “in un’epoca di costrutti sovra-concettualizzati” e di atmosfere rarefatte e stantie.

Jamie Saft, poliedrico e ispirato compositore, pianista e organista, già al centro di interessanti progetti, ma dalle alterne fortune, tra cui i Metallic Taste of Blood, Plymouth e Slobber Pup, ritorna sulle scene con un nuovo disco, accompagnato questa volta da due mostri sacri del jazz e della musica sperimentale come il batterista Bobby Previte e il bassista Steve Swallow. Il risultato è un album che si manifesta con assoluta naturalezza sin dalla prima nota, anche se questi tre spiriti affini non avevano mai suonato insieme prima d’ora. The New Standard è un quadro onesto e ispirato dell’unione delle tre menti artistiche, composto da dieci brani per trio che attraversano il microcosmo dei singoli artisti e della loro profonda esperienza.

Riguardo al loro incontro musicale, questo viene considerato come “il risultato di una grande cospirazione” decennale del batterista Previte, che sfruttando la comune passione per il caffè espresso e la cucina, ha creato un ponte fra Saft e Swallow che è sfociato in una sessione di registrazione negli studi di Saft nelle Catskills Mountains. La session, stando ai racconti dei protagonisti, è stata magica, mentre la registrazione diretta e inalterata. E nel disco c’è molta interazione, ma di un livello molto superiore a quello abitualmente presente durante un’improvvisazione. Saft parla di The New Standard come un album collaborativo al cento per cento. Come spiega: “Questo album è nato dalla più pura delle fonti: un genuino desiderio di fare musica insieme da parte di vecchi amici. Il titolo dell’album si riferisce a ciò che sento sia un nuovo standard di eccellenza nel campo dell’improvvisazione”.

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