Uber lascia la Spagna. Lo ha annunciato Carlos Lloret, responsabile iberico dell’impresa americana capace di creare un sistema alternativo di trasporto urbano.

Non rimane che il sostegno delle reti sociali, un post sul blog spagnolo invita a pubblicare testimonianze su Twitter e Facebook con l’hashtag #yoapoyouber (io appoggio Uber).

Lo scorso 9 dicembre il tribunale mercantile di Madrid ha dichiarato illegittima l’app che attraverso gli smartphone mette in contatto passeggeri e autisti in tutto il Paese. La sentenza ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione madrilena di Taxi ordinando “l’interruzione in tutto il territorio nazionale del servizio di trasporto”.

Già dallo scorso 25 dicembre l’app UberPop aveva smesso di funzionare, ad un click sull’applicazione il sistema rispondeva con problemi di connessione o col mancato funzionamento della modalità di pagamento prescelta.

La lobby dei tassisti ha vinto, le loro proteste hanno accompagnato il percorso stesso dell’applicazione, prima Barcellona, poi la capitale Madrid, infine Valencia.

Nove mesi di affanni per il servizio “Pop”, formula che aveva consentito in meno di un anno di guadagnare rilevanti fette di mercato nel trasporto cittadino delle grandi città. Concorrenza sleale secondo i tassisti, categoria ancorata al mondo delle licenze, delle autorizzazioni, dei turni bloccati. Un “arrotondamento” secondo gli operatori Uber, nuova classe che fa della duttilità e della praticità la propria bandiera.

Non è detto che il messaggio “conexión imposible” di questi giorni sia la comunicazione definitiva dell’applicazione americana.

UberPop potrebbe presto trovare nuova linfa tra le pieghe di regolamenti e burocrazie, nei mesi scorsi un rapporto della Commissione Nazionale del Mercato e della Concorrenza criticava le restrizioni al sistema, viste come fonte di pregiudizi sia per gli operatori che per gli stessi utenti.

La California, sempre aperta alle innovazioni, dopo un momento di incertezza ha adottato una cornice normativa per Uber X, riuscirà anche alla Spagna regolamentare la sua versione “Pop”?

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