È come quando che ti prende la primavera in fronte
mentre tu stai camminando fischiettando guardando
le ragazze che poco a poco iniziano a svestirsi i corpi
per mesi appesantiti dalle lane e dalle stoffe umide e pesanti
e dalle calze a triplo strato. 

Ti prende in piena fronte questa primavera strana
come una padellata di ghisa in viso.
Com’essere investito da un autoarticolato
pieno di gattini glassati azzurri, rosa e blu
al gusto di caramella Mou.

E toglimi i baci di bocca.
Facciamoci un giro di dolce su e giù.
Promettimi solo che non mi porti al mare
che scotto. 

Mi spiace
tu non possa essere me per cinque minuti
capire di che sto parlando quando ti dico
che hai un corpo da farlo risorgere
pure a un eunuco. 

È proprio come quando che ti prendi la primavera in fronte
è proprio come quando l’Universo s’è deciso
che era il momento di muovere un po’ il culo. 

Dici che dico sempre la cosa giusta
dico che ti voglio vedere vestita
con quell’abitino che tu sai
dicono sia questione di fortuna.
Se continuiamo così
potrei rischiare di smettere di battere le ciglia.

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