Condividere la propria auto con altre persone, che possano usarla al nostro posto quando necessario: tra poco anche in Italia debutterà il servizio di car sharing peer-to-peer, cioè tra privati. Finora nel nostro Paese il car sharing era appannaggio delle compagnie specializzate: la prima realtà a entrare nella nicchia di mercato del peer-to-peer sarà Dryfe, una start-up fondata la scorsa estate da due ragazzi di 26 e 25 anni, Jonathan Giardino e Jacopo Di Biase, a cui si sono aggregati lo sviluppatore trentenne Andrea Lunelio e il social media specialist Michele Papaleo, 18 anni. Il progetto è nelle fasi finali di sviluppo: l’obiettivo è conciliare le esigenze di chi non possiede un’auto di proprietà con quelle di chi ne ha una ma vuole ammortizzare i costi di gestione.

“Dryfe – spiega a ilfattoquotidiano.it il cofondatore Giardino – è nata da una discussione tra me e Jacopo Di Biase, un pomeriggio della scorsa estate. Stavamo parlando dei troppi costi fissi che i proprietari di auto devono sostenere, e lui ha osservato: ‘Sarebbe molto utile se potessi affittare la tua macchina quando non la usi: così potresti coprire in parte i costi’. Abbiamo cominciato a fare ricerche e ci siamo imbattuti in diverse realtà di car sharing tra privati, già esistenti e funzionanti in vari Paesi esteri”. I fondatori si sono ispirati soprattutto a esperienze come quelle delle statunitensi Relay Rides e Getaround, e delle francesi Buzzcar e Drivy. “Studiando questi modelli abbiamo delineato l’identità attuale di Dryfe”. Il servizio vuole intercettare le esigenze di un target molto variegato: “Ci rivolgiamo ai single con auto di proprietà, alle famiglie che possiedono più di una macchina e anche alle persone che ce l’hanno, ma si spostano prevalentemente con il trasporto pubblico locale”, racconta Giardino.

Le loro auto possono essere utili ai concittadini “che non possiedono una macchina o che non ne possono disporre quando serve, perché magari ce n’è una sola in famiglia”. In questo modo, sarà possibile soddisfare due esigenze diverse, abbattendo costi ed emissioni inquinanti. Dopo l’iscrizione sul sito, gli utenti potranno usare la piattaforma online e l’app per affittare la propria auto ad altri privati. Non sono previste tasse d’iscrizione o abbonamenti: Dryfe remunererà mensilmente i proprietari, trattenendo una percentuale sulla tariffa pagata dagli affittuari. Al momento, racconta Giardino, “stiamo definendo gli accordi con alcune società assicurative, in modo che i proprietari possano affittare le loro auto in totale sicurezza”. In attesa del debutto ufficiale, “è possibile già da ora inserire sul sito la propria email e la propria città, per ricevere in esclusiva le novità sull’avvio dell’iniziativa”.

Il servizio di Dryfe, aggiunge Giardino, “già dal momento del lancio sarà disponibile in tutta Italia, perché la piattaforma è sul web e lo scambio delle chiavi tra proprietario e affittuario avverrà a mano. Abbiamo comunque deciso di concentrare gli sforzi pubblicitari, almeno nei primi mesi, su Milano, che è la città italiana più matura sul fronte del car sharing (oltre al servizio GuidaMi dell’azienda del trasporto pubblico Atm, nel capoluogo lombardo si può scegliere tra Car2Go, DriveNow, Evai, Eq Sharing e il nuovissimo Enjoy, ndr). Quindi puntiamo su Milano all’inizio, e su tutta Italia subito dopo”.

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