Se non fosse per l’assenza dei riccioli biondi e del rossetto vermiglio, potremmo ufficialmente affermare di trovarci imprigionati nella versione contemporanea di ‘Che fine ha fatto Baby Jane’. Una smaccata somiglianza tra l’inquietante Bette Davis, eterna bambina, negazionista d’acciaio delle alterazioni causate dal tempo e il Cavaliere in plastilina Berlusconi è sempre stata riscontrabile dal punto di vista somatico; le assonanze caratteriali tra la dispotica bambina prodigio che ha ingoiato la clessidra per impedire ai granelli di sabbia di allontanarla dall’epoca dei suoi successi e l’ostinazione pervicacemente anacronistica del leader politico si sono invece rivelate nel tempo preoccupantemente numerose.
Ciò che sta accadendo in questi giorni però ci fa ripensare in modo particolare alle dinamiche perverse con cui Baby Jane si relaziona alla sorella Blanche (rimasta paralizzata in un incidente), al modo in cui la tiene segregata in casa privandola di ogni autonomia, alla maniacalità con la quale le impedisce ogni tipo di movimento: Baby Silvio l’ha spuntata ancora e, come Blanche, il Pd è di nuovo imprigionato nella sua camera, schiavo delle regole del vecchio che non invecchierà mai.
Al posto del topo che Jane portava sul vassoio a Blanche, Berlusconi ha messo sul piatto di Renzi le liste bloccate e uno sbarramento all’8% per i partiti più piccoliche non corrono in coalizione (come la Lega o Ncd che per forza di cose si troveranno costretti per sopravvivere ad allearsi con lui); al tutto si aggiunge un cospicuo premio di maggioranza per chi superi la soglia del 35% (se necessario al doppio turno) che, senz’altro garantisce il bipolarismo e la governabilità, ma tutto fa fuor che “cambiare verso” davvero dalla vecchia legge elettorale.
Sembra di sentire la risata mefistofelica del Cavaliere mentre assisteva alla direzione del Pd dell’altra sera fondersi a quella di Baby Jane mentre si bea del terrore della sorella davanti alla carogna del topo. Ad onor del vero, c’e’ da dire che nel remake politico, Blanche (ovvero corpo piddino con testa di Renzi) Baby Jane l’ha addirittura rinvitata a casa dopo che, grazie all’intervento della magistratura, era riuscita a farle finalmente sgomberare il campo; e l’ha invitata perché aveva bisogno di lei per ‘firmare delle carte’ ma soprattutto nella convinzione di poter finalmente ribaltare i ruoli. Purtoppo però non è andata così, perché come in tutte le dinamiche relazionali perverse, fondate sul sado-masochismo, la coazione a ripetere è un destino quasi certo, e affinché esse si smantellino sono necessari un tempo e una metabolizzazione degli eventi che non combacia con la fretta che sta muovendo tutte le azioni di Renzi.
Dunque, per il neo Segretario, malafede no ma eccessiva urgenza di dimostrare e presunzione senz’altro. Un processo si è mosso, su questo non ci sono dubbi, ma purtoppo per lui, la sindrome dello schiacciasassi potrebbe non bastare, perché Baby Silvio tutto ha intenzione di fare fuorché finire.
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