Quest’anno il british fa tendenza persino quando si parla di beneficenza. Oxfam Italia, la più grande associazione umanitaria del Regno Unito, ha scelto come partner la Sir James Henderson School di Milano e il Consolato Generale Britannico per il suo evento “Swinging Britain”, che si è tenuto lo scorso 19 gennaio a Milano.

L’obiettivo era quello di far conoscere quello che Oxfam fa nel mondo per combattere la povertà e le disuguaglianze sociali a una fascia, quella dei teenagers, che ha tantissimo potenziale in termini di coinvolgimento, ma che spesso vive in un mondo a sé, e si preoccupa più dell’ultimo taglio di capelli di Miley Cyrus che della fame e della violenza che dilaniano alcune aree del mondo.

Perciò, Oxfam ha coinvolto gli studenti di questa prestigiosa scuola inglese a Milano in una serata che è stata un mix di video, interviste, musica e teatro, condotta da Camila Raznovich: testimonianze dell’attività di Oxfam in Siria, nei campi profughi di Libano e Giordania, performances attoriali per diventare ConsumAttori responsabili, e un tributo a Beatles e Coldplay, due band che più Brit non si può, entrambe testimonial Oxfam.

Il momento clou è stata la sfilata dei ragazzi della Sir James Henderson, che hanno sfoggiato in passerella capi donati da grandi firme della moda, inglese e non: da Stella McCartney a Vivienne Westwood, da Ralph Lauren a Moschino.

Personalmente, ho collaborato più volte con Oxfam, per diverse iniziative in favore della responsabilità ambientale – la campagna Rio+20 – e in sostegno alle donne che vivono in condizioni di disagio inimmaginabile, che ha visto il coinvolgimento dell’attrice Kristin Davis.

La validità dell’impegno di Oxfam non ha bisogno di tante presentazioni. Si muovono in tutte le direzioni possibili per aiutare in modo concreto le persone in difficoltà, e hanno fatto moltissimo, in questi anni, per combattere la povertà nei paesi del Sud del mondo, e per insegnare a noi privilegiati a rispettare un po’ di più il pianeta su cui viviamo.

“Swinging Britain” è stata un’occasione per raccogliere fondi destinati a progetti per garantire l’accesso al cibo, all’acqua e all’istruzione alle comunità più vulnerabili. I vestiti e gli accessori portati in passerella dai ragazzi sono stati messi in palio fra i tanti partecipanti, quindi qualche fortunato non solo ha fatto del bene, ma è pure tornato a casa con una bella sciarpa in tartan.

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