Il Canale Mussolini era il canale principale della bonifica di Latina, cittadina del basso Lazio inaugurata nel ’32 con il nome fascista di Littoria in un luogo dove fino ad allora dominava la palude. Canale Mussolini è anche il titolo del fortunato romanzo di Antonio Pennacchi, premio Strega nel 2010, imperniato sulla storia dei Peruzzi, ceppo veneto emigrato nelle terre della bonifica dell’Agro Pontino, così come era accaduto ai contadini poveri dell’Emilia e del Friuli. Una storia familiare, in un luogo di non facile adattamento, che da inizio secolo ci conduce fino al secondo dopoguerra. Dal 9 gennaio Canale Mussolini sarà anche un fumetto, edito da Tunuè, adattato da Graziano e Massimiliano Lanzi sul romanzo di Pennacchi, per le tavole di Mirka Ruggeri. L’anticipazione che pubblichiamo è quella del difficile instradamento in quel basso Lazio degli anni ’30, dei “cispadani” (termine spregiativo con cui gli autoctoni bollavano gli “occupanti” arrivati dal Nord) e dei malumori dei “marocchini” (termine ugualmente spregiativo con cui i nordici indicavano i contadini meridionali).

Nelle ultime pagine si racconta anche una storia, abbastanza conosciuta nel capoluogo pontino. Il giorno prima dell’inaugurazione della città, infatti, mentre si correva per chiudere tutte le opere in tempo, un camion affondò in una fanghiglia di sabbie mobili cui era ancora ridotta piazza del Popolo. E con lui anche un gatto. Tutti i tentativi per estrarli dalla terra furono inutili, come se la palude richiedesse un ultimo “sacrificio”. Non c’era da perdere tempo. Così la piazza, narra la leggenda, fu costruita sopra al camion e al gatto. Per chi volesse approfondire la vicenda della nascita di Latina e rivivere i luoghi di Canale Mussolini, da quest’anno è possibile andarvi in tour.

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