Non ci sarà la deroga dell’art.138 per modificare la Costituzione. O almeno non nei prossimi mesi. L’annuncio lo ha fatto per la prima volta in veste ufficiale Enrico Letta, durante il discorso alla Camera per chiedere la fiducia al governo. Lo impone, ha detto, il “realismo della politica”, dopo che la fuoriuscita di Forza Italia dalla maggioranza delle larghe intese non avrebbe permesso di avere i numeri sufficienti per procedere. Un’ipotesi già avanzata dopo la decadenza del senatore Berlusconi, ma diventata effettiva nelle parole del Presidente del Consiglio. I primi a esultare sono gli eletti del Movimento 5 Stelle, che rivendicano di aver vinto la battaglia “contro i partiti che volevano cambiare illegalmente la Costituzione“.

Letta, ha specificato nel corso del discorso alla Camera: “Si lavori sulla procedura dell’attuale articolo 138 della Costituzione“. I deputati M5S confermano: “Era esattamente ciò che chiedevamo. Abbiamo aspettato a cantare vittoria, e lo abbiamo fatto perché volevamo vedere chi nella stampa coglieva l’ammissione di questa disfatta. Disfatta che arriva solo grazie al Movimento 5 Stelle“. Se, continuano i deputati, “non avessimo fatto slittare di un mese da agosto a settembre questa scellerata volontà dei partiti, se non fossimo saliti sul tetto di Montecitorio per sensibilizzare i cittadini su quanto stava accadendo, se tutto il Movimento non si fosse unito in uno sforzo comune coinvolgendo l’Italia intera, a quest’ora la riforma della Costituzione avrebbe fatto in tempo a passare, giusto giusto trenta secondi prima del passaggio di Berlusconi all’opposizione. E invece, ora non hanno più i numeri”.

Per il M5S “il fallimento di Letta tradisce anche una clamorosa autoaccusa: l’iter di modifica scelto era palesemente incostituzionale. Dopo il Porcellum, dopo i soldi ai partiti, anche la riforma della costituzione era abusiva. E poi – sottolineano nel post – ancora qualcuno si chiede cosa stiamo facendo per l’Italia? Risposta facile: abbiamo salvato la Costituzione. Insieme a migliaia di cittadini“.

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