Forse abbiamo letto male noi, forse si è trattato solo di falso annuncio, ma ci farebbe davvero piacere sapere chi sia quel “Antiberlusconiano di professione” che avrebbe fissato, per il prossimo 4 ottobre, la manifestazione dei fedelissimi per urlare il loro sdegno contro la possibile e obbligatoria decadenza da senatore di un condannato in via definitiva.

Comprendiamo l’affetto ed anche la necessità di restare fedeli al motto ” Tengo famiglia”, ma forse gli arditi valvassini, per restare nell’ambito della feudalità, avrebbero almeno dovuto dare una occhiata al calendario e all’almanacco dei santi e dei beati.

Il 4 ottobre, infatti, è la giornata di San Francesco, e in quella giornata si ricordano i santi patroni d’Italia: Francesco da Assisi e Caterina da Siena.

Come se non bastasse, proprio in quella giornata, Papa Francesco sarà ad Assisi, e già si annuncia un discorso dedicato alla povertà, alla umiltà, alla fraternità, tutti valori assai distanti dalla esibizionismo, dal narcisismo politico e mediatico, dal prevalere dell’interesse di pochi sull’interesse generale. Mai come in quella giornata risalterà la distanza tra chi si prende carico della “Decadenza” del pianeta e chi ha a cuore la “Decadenza” del proprio capo e del suo patrimonio. 

Se fossimo in B metteremmo alla porta ” Il consigliere rosso” che gli ha suggerito giorno, data e tema della adunata prossima ventura.

Dovesse andargli male non gli resterà che tentare la strada della clausura, ma a quelle parti sono quasi peggio dei giudici della Cassazione e non è detto che abbiano intenzione di aprire il portone del convento.

A meno che il caos di queste ore non abbia il solo obiettivo di imporre al Quirinale, al governo e al Parlamento la volontà del signore del conflitto di interessi. 
Vogliamo sperare che, almeno questa volta, a nessuno venga neppure in mente di ripercorrere la strada delle larghe intese, meglio molto meglio le dimissioni dei ministri forzisti, che non la ” Dismissione” definitiva della Costituzione.
 

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