“La ripresa, pur moderata, prevista per fine anno è minacciata dalla imprevedibilità del quadro politico italiano”. L’avvertimento è stato lanciato da Fabio Panetta, vicedirettore di Bankitalia, sottolineando che sulla fiducia degli operatori e sulle attività d’investimento potrebbe incidere anche il “riemergere di turbolenze finanziarie nell’area euro”.

Panetta ha poi spiegato che nell’arco di un quinquennio l’economia italiana “ha dovuto far fronte alla crisi finanziaria, all’instabilità del mercato del debito sovrano e a due profonde recessioni”, precisando che dall’avvio della crisi, “il Pil è sceso di 7 punti percentuali, mentre il numero di occupati è calato di 600mila unità“. In questo scenario “di profonda difficoltà, in cui le debolezze strutturali sono acuite dallo sfavorevole momento congiunturale”, tuttavia, “il sistema bancario italiano ha resistito al susseguirsi degli schock reali e finanziari, beneficiando di un assetto di vigilanza prudente”. 

Panetta ha però segnalato un ulteriore calo del credito delle banche alle imprese, -3 per cento annuo a gennaio, avvertendo che “bisogna favorire il ricorso diretto delle aziende al mercato dei capitali”. Secondo il numero due di Bankitalia, “sia le banche sia le imprese devono concorrere a questo obiettivo, beneficiandone entrambe”. Gli istituti di credito, allora, dovranno “stabilire con le imprese vere relazioni di lungo periodo, formare i dipendenti e prevenire i conflitti di interesse”.

Dopo l’allarme sulla ripresa economica e sul credito alle imprese, Panetta ha ricordato che “sono necessari interventi a sostegno dell’attività d’impresa”, spiegando che “le misure in discussione relative al pagamento da parte della pubblica amministrazione dei debiti nei confronti dei fornitori, se attuate con prontezza, forniranno un contributo fondamentale”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Una Bad Bank da prendere come esempio

prev
Articolo Successivo

Tav e grandi opere, non contano solo le proteste

next